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Sui banchi di scuola

by mimidiamond last modified 09/09/2006 14:52

Va bene, l’ammetto: ho tradito!!!! Ho passato mezza giornata tra ultraslazio.it, ss.lazio.it et similia e a un certo punto ho anche pensato di spacciarmi per laziale e chiedere informazioni al webmaster… sentendomi in tutto ciò un verme fedifrago, perché non esiste un pezzetto di me che non si ribelli al solo contatto con ciò che è bianco e azzurro. Ma stavo cercando una cosa e per me era importante.

Un paio di anni fa’, quando frequentava la seconda media, mia nipote Giulia mi è arrivata a casa disperata. Il vantaggio (molto discutibile) di fare l’insegnante e il tutor di professione è quello di ritrovarsi poi sul groppone tutti i familiari con problemi scolastici. E la faccia di Giulia mi indicava chiaramente che non ci sarebbe certo stata eccezione alla regola. Ovviamente i casi riguardanti la scuola media non so mai così gravi o così importanti, si risolvono presto e non pretendono grandi sprechi di energia, ma questo non potevo certo dirlo a lei! “Allora,” le dico “sputa il rospo!”. Mi aspettavo una traduzione di inglese particolarmente ostica (è quella la mia materia) o al massimo la risoluzione di una radice quadrata usando carta e penna, ma la cosa era peggiore di quanto non mi aspettassi. “Devo fare questo compito” mi risponde e con aria schifata apre La scatola delle emozioni (l’antologia, non il suo cuore… un testo, devo aggiungere, che non mi piace affatto) e mi mostra una poesia. “Devo leggerla, riassumerla e scriverne una simile, però su un'altra persona” e quasi piange dicendolo. Onestamente, non riesco a capire. Quando mai qualcuno dovrebbe mettersi a piangere per la prosa di una poesia? E poi non vedo difficoltà eccessive… finché non leggo e comprendo! La poesia comincia con tre parole “Indio de Trastevere…” ed è su Bruno Giordano! Oddio, penso tra me, con tante poesie bellissime sul calcio (come quelle di Saba, per esempio) e testi che adottano addirittura le canzoni di De Gregori e Conte sullo sport, proprio questa dovevano scegliere? Bruno Giordano, degno di comparire sulle pagine di un libro di testo? Lui??? I campioni non devono essere un esempio per i ragazzi? Bruno Giordano certo non lo è e non perché sia laziale, ma per il fatto che la sua moralità è molto discutibile. Non si può pensare che con gli anni le cose si dimentichino e rimanga solo il fulgore del grande attaccante (si, ma Bearzot non l’ha voluto in nazionale…), certamente non per chi è figlia di romanisti con la memoria lunga. Droga, calcio scommesse, galera… una bella collezione per il “filosofo al contrario”. Eppure, eccolo lì, bello bello sulle pagine di un testo adottato nella scuola dell’obbligo. Guardo Giulia e le chiedo “Che vuoi fare?”. “Voglio scrivere una poesia su Francesco. Mi aiuti?”. Secondo voi, che dovevo risponderle?

Ho detto che cercavo una cosa nei siti bianco azzurri e ho detto che la cercavo perché era importante, ma non l’ho trovata. Cercavo la poesia sull’indio de Trastevere… la volevo mettere accanto a quella che ha scritto Giulia e che io le ho corretta. Certo, avrebbe fatto una figura migliore, ripulita e ripassata e scritta da qualcuno certamente molto più vecchio dei dodici piccoli anni di Giulia… ma era il cuore, che volevo mostrare. Un cuore giovane. Giallo rosso e con sentimenti cari e profondi. Con mio grande rammarico, non lo posso fare… così dovrete giudicare solo la poesia di Giulia, che aveva dodici anni, non era granché in italiano, ma che racchiudeva e racchiude ancora un’anima con i colori giusti.

Francesco

  Piazza deserta d’estate
  Grida di rondini e sole
  Rotola la palla e vola
  Tra alberi e panchine
  Il mascalzone bambino
  Infuria solo e potente
  Rincorre la sfera e non smette
  Di sognare un futuro a colori
  Stadio stracolmo d’estate
  Ottantamila cuori nel vento
  Rotola la palla e vola
  Nella rete e nel sogno di sempre
  Ragazzo ormai oltre la soglia
  Infuria solo e potente
  Rincorre le urla e poi
  Grida “Io, sono io il più grande!”

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