You are here: Home Risultati e classifiche Stagione 2005/2006 Articoli Chi non muore si rivede
Navigation
Annunci
Log in


Forgot your password?
New user?
Licenza
Creative Commons License
Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons.
 
Document Actions

Chi non muore si rivede

by SpiderMax last modified 09/09/2006 14:52

Una Roma brutta e demotivata si salva grazie ad una prodezza del redivivo Antonio Cassano, che evita ai giallorossi una nuova sconfitta casalinga. Sugli spalti spicca l'assenza di Franco e Rosella Sensi

Ci sono due sedili vuoti, in tribuna d'onore, questa sera. Sono i posti dove abitualmente vedono la partita Franco e Rosella Sensi. Rispettivamente presidente e amministratore delegato della Roma. Non è il freddo intenso che ha tenuto lontani dallo stadio padre e figlia, ma il gelo palesato dai tifosi nei confronti della nuova lina di pensiero della società, sempre più lontana dalle ambizioni di una piazza passionale e innamorata come quella romanista.

Ci sono appena 8'000 spettatori allo stadio, per rivedere la Roma dopo la batosta di sabato contro la Juventus: questa volta, però, l'avversario è decisamente più alla portata dei giallorossi. Lo Strasburgo è ancora a punteggio pieno in Europa, ma nel proprio campionato zoppica vistosamente, datosi che occupa un malinconico ultimo posto.

Prevedibile turn-over tra i padroni di casa: dopo diverso tempo, si riaffacciano sul verde prato dell'Olimpico Curci, Bovo, Aquilani, Kharja, Nonda e Cassano. E' proprio il rientro di quest'ultimo l'evento della serata: il talento barese non si vedeva in campo dalla sconfitta casalinga col Siena. Dopodichè, tante partite viste da casa, per via di infortuni presunti e reali disaccordi con la società riguardo il rinnovo del contratto.

La Roma scende in campo con il lutto al braccio per onorare la scomparsa del padre di Amantino, oltrechè quella del giornalista romano e romanista Francesco Campanella, deceduto nella giornata di oggi per un brutto male. Aveva appena 55 anni.

Si comincia e si vede subito che la Roma è ancora stordita dai quattro gol subiti sabato: la squadra pare demotivata, lenta, spenta. Lo Strasburgo, squadra ordinata e razionale, ci mette poco a capire che può approfittare della situazione. Già nei primi cinque minuti i transalpini hanno due ottime occasioni per passare in vantaggio.

Anche la Roma va però vicinissima al vantaggio, ma Nonda di testa riesce a spedire fuori da due passi.

L'inerzia del match è a tutto vantaggio degli ospiti: pochi minuti dopo, Curci si oppone di testa ad una conclusione ravvicinata di Farnerud. Fortunatamente per i giallorossi, i francesi hanno i piedi tutt'altro che dolci, e la loro relativa scarsezza consente alla Roma di tenere il risultato in bianco senza praticamente mai affondare per tutto il primo tempo.

Soltanto il Capitano ci prova in un paio di occasioni, dimostrando per l'ennesima volta di essere tra i pochi a tenere veramente a questa maglia. Cassano, invece, si distingue per un improbabile stato di forma che non gli consente di essere brillante. Logici, dunque, i fischi riservatigli da tutto lo stadio. Così come per Nonda: l'attaccante congolese appare sempre più sfiduciato e improponibile.

I fischi (non solo quelli canonici dell'arbitro) chiudono un primo tempo sonnolento e privo della minima idea di gioco.

Ci pensa - come era prevedibile - un ottimo contropiede degli ospiti a dare un senso alla partita. Al 52' Il difensore centrale Bellaid non ha difficoltà ad insaccare il cross di Gmambia. Vantaggio meritato per i francesi, che continuano a proporsi in avanti con sconcertante disinvoltura.

Preoccupa, a questo punto, la tenuta difensiva di una Roma sempre più col morale a terra: gli ospiti fanno il bello ed il cattivo tempo, grazie anche all'arrendevolezza palesata dai giallorossi.

Scorrono i minuti e non si accenna ad una benchè minima reazione. L'uscita dal campo di Totti (per Alvarez) pare il degno coronamento di una serata da dimenticare in fretta. Non si vede alcuna idea tra i giocatori in maglia bianca: la squadra è troppo lunga, e i centrocampisti si limitano a tentare qualche lancione sempre preda dell'attenta retroguardia francese.

L'innesto del brasiliano Taddei regala però alla squadra un minimo di disciplina tattica. Si torna ad un più equilibrato 4-4-2, e i risultati non tardano ad arrivare. Al 72' gli uomini fino ad allora più negativi confezionano il pareggio: Nonda mette dentro un buon pallone che Cassano - come solo lui sa fare - trasforma in gol con una semplicità di esecuzione imbarazzante.

E' la spinta che potrebbe cambiare tutto: il piccolo barese, rinfrancato dal gol insperato, tira fuori qualche perla delle sue e regala 5 minuti di grande calcio: va prima vicino al raddoppio, con un colpo di testa ben deviato in angolo da Puydebois. Poi semina il panico ai limiti dell'area, concludendo però con un tiro che va fuori di almeno un metro.

Il momento migliore della partita viene frenato dall'uscita di Cassano stesso, ormai stremato, per De Rossi. Nonostante qualche minuto dei suoi, Antonio si becca la sua bella dose di fischi anche al momento di lasciare il campo. Un rapporto che pare molto difficile - se non impossibile - da ricostruire.

La gara si spegne progressivamente: ai francesi non par vero di poter uscire imbattuti dall'Olimpico. Nonda contribuisce a realizzare il loro sogno, fallendo l'ennesima occasione di una brutta serata. All'ultimo istante De Rossi manca la palla da tre punti.

E' pari, che serve almeno alla Roma a non perdere terreno in Europa. Lo Strasburgo, da par suo, è praticamente qualificato alla fase successiva. I giallorossi invece saranno attesi da un ostico match a Belgrado (con la Stella Rosa però praticamente eliminata, dopo due sconfitte consecutive) per poi chiudere il girone in casa contro gli svizzeri del Basilea. Sperando sempre di evitare brutte sorprese come poteva accadere questa sera...


Powered by Plone CMS, the Open Source Content Management System

This site conforms to the following standards: