Sempre la solita storia
La Roma perde per 3-1 a Belgrado e complica anche il discorso qualificazione per l'Uefa. Decisiva la sfida del 15 dicembre contro il Basilea: 3 punti o si va a casa
Ormai lo sanno tutti i romanisti. Se questa squadra non si guadagna qualcosa, qualsiasi cosa, lottando, soffrendo, e facendo imbestialire i propri tifosi non è contenta. E' successo persino nel 2001, dove, a dispetto di un campionato dominato in lungo e in largo, ci riducemmo all'ultima giornata per festeggiare il tricolore.
E probabilmente finirà così anche questa volta. Ma la capacità che ha la Roma di mettersi nei guai da sola non ha eguali. Eppure questa serata era partita bene: dentro un Marakana pieno e festante per il ritorno a casa dei propri beniamini dopo tre turni di squalifica, una Roma attenta e concentrata stava facendo il proprio dovere contro una Stella Rossa che di nobile ormai aveva solo il nome.
Nonostante le tante assenze, surrogate dai soliti innesti part-time (Curci, Kharja, Alvarez, Nonda), i giallorossi si trovavano in vantaggio grazie ad un gol del ritrovato cannoniere congolese. Decisiva, nell'occasione, l'assistenza di un vivace Antonio Cassano, lesto a rubare tempo e pallone agli uomini di Walter Zenga.
La disposizione tattica della Roma lasciava intendere un controllo senza troppi sforzi, e, anche se paghi del vantaggio acquisito (vedasi la mastodontica occasione fallita da Kharja), i giallorossi effettivamente non correvano alcun pericolo. I diversi corner conquistati dai padroni di casa non sortivano gli effetti sperati, se non delle inzuccate imprecise. Ma bastava un alito di vento, per radere al suolo quell'impalcatura di paglia che era la nostra difesa. Un rinvio sbilenco di Cufrè, Mexes e Kuffour a fare da bue ed asinello, ed ecco che Zigic al 36' pareggia i conti con un facile colpo di testa dall'interno dell'area piccola.
Uno a uno, risultato con cui si chiude anche il primo tempo.
Ripresa, e ti aspetti la solita Roma che lascia il pallino del gioco agli avversari. Questa volta non è così: i giallorossi si fanno più intraprendenti e conquistano metro su metro. De Rossi ed Aquilani giganteggiano in mezzo al campo, ed anche il gioco sulle fasce migliora sensibilmente.
Stojkovic diventa protagonista, negando il gol prima a Cassano e poi a Kharja, autore di una pregevole punizione dal limite. Qualche minuto più tardi Alvarez manda alle stelle da favorevole posizione.
Proprio nel momento migliore dei giallorossi, l'attimo fatale che manda all'aria il castello di carte degli uomini di Spalletti. Un probabile fallo di Zigic su Kuffour lancia l'azione clou: il servizio per il neo entrato Purovic sarebbe una formalità per Cufrè, ma il difensore argentino fallisce clamorosamente l'intercettazione e per l'attaccante serbo è un gioco da ragazzi realizzare il beffardo sorpasso, potendo anche contare su un Curci non irreprensibile nell'occasione.
Sfortuna sì, ma soprattutto imperizia e pressapochismo condannano una Roma che non meriterebbe di perdere. Ma la reazione è flebile e molle: passano meno di dieci minuti e Zigic (ancora lui) realizza anche la terza rete. Un tiro secco e preciso che si va ad infilare nell'angolino alto, ma con la collaborazione passiva della difesa giallorossa, rea di non essere riuscita - in netta superiorità numerica - a contrastare minimamente l'unico avversario.
La partita finisce qui: ci sarebbe anche il tempo per un rigore a nostro favore, ma Cassano lo spreca disegnando un improbabile quanto inutile cucchiaio. L'inopinata soluzione balistica viene facilmente neutralizzata dall'estremo difensore serbo, che esulta come se avesse parato il rigore decisivo della finale dei Mondiali.
Una scena ridicola, che mette ancora una volta in cattiva luce sia la Roma che il talento barese: ormai è chiaro che l'una senza l'altro non possono stare, almeno in questo momento. Alla Roma serve Cassano, a Cassano serve la Roma. Punto e basta.
E soprattutto gli servirà la sera del 15 dicembre, quando all'Olimpico arriverà il Basilea già qualificato: occorre a tutti i costi la vittoria, per mettersi al riparo da ogni eventuale sorpresa. I numeri sono ancora dalla nostra, sempre che questa squadra si decida a non prendere più sottogamba questo genere di impegni...