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Fiocca la Roma

by SpiderMax last modified 09/09/2006 14:52

Neanche una fitta nevicata ferma i giallorossi: Mancini, Tommasi e Perrotta stendono i bianconeri sul loro campo. Peccato per la doppietta in extremis di Del Piero, ma resta la soddisfazione di una grande vittoria contro i campioni d'Italia.

Era una serata novembrina. La Roma, ancora alla ricerca di se stessa, affrontava una Juventus in formato bull-dozer. Finì con una disfatta per i nostri colori, un 1-4 che grida ancora vendetta. Son passati appena due mesi, e la situazione è parzialmente mutata: i bianconeri continuano a primeggiare in campionato, ma la Roma è finalmente sbocciata grazie ad una serie impressionante di vittorie.

Temperatura sotto lo zero e stadio coperto da una fitta quanto incessante nevicata, in quella che sarà la sede delle prossime Olimpiadi invernali. Pochi temerari osano sfidare il gelo per assistere in ghiacciaia all'ennesima sfida tra Capello e la sua ex-squadra.

Il Mister friulano non si smentisce mai: in campo la consueta squadra da Coppa, ovverosia un insieme di seconde linee eccezionalmente assistite da qualche big del calibro di Nedved o Thuram. Spalletti, come da un po' di tempo a questa parte, non ha invece molta scelta: con Totti ancora fermo ai box, tocca al giovane Okaka occupare il posto di punta unica. Turno di riposo anche per Chivu, Doni e Taddei, sostituiti da Bovo, Curci e Dacourt.

Primi minuti dalle scarse emozioni, le due squadre sono in verità scrupolosissime ad eseguire i dettami tattici dei rispettivi mister. Ne viene fuori una partita drammaticamente bloccata, dove le occasioni sono inesistenti ed il ritmo non molto sostenuto, vista anche l'abbondante nevicata.

Al 20' è Perrotta a rianimare il match, con un destro potente deviato in angolo. E' il momento che apre le danze; da qui in poi, infatti, comincieranno a fioccare anche le occasioni: qualche minuto dopo è Nedved, inopinatamente servito da Bovo, a sprecare una buona opportunità all'interno dell'area giallorossa. La Juve pare prendere il sopravvento, ma l'attenta disposizione degli uomini di Spalletti fa sì che di occasioni vere e proprie non ce ne siano.

E' invece di Okaka la chance più clamorosa: ben lanciato da Perrotta, il giovane giallorosso si ritrova da solo davanti ad Abbiati, ma - ben pressato da Zebina - tira maldestramente a lato. L'urlo dei sostenitori giallorossi (stoicamente presenti anche al Delle Alpi) rimane bloccato in gola per un paio di minuti, fino a quando Mancini - splendidamente imbeccato da Dacourt, seppur in leggero fuorigioco - entra in area, dribbla un avversario e fulmina Abbiati. Doverosa dedica alla signora D'Amico per un gol che cambia la partita.

I padroni di casa, come fossero una bestia ferita, attaccano a testa bassa alla ricerca del subitaneo pareggio. Il rientrante Zebina avrebbe anche la palla buona, ma la cicca abbastanza clamorosamente. Il vigore mostrato sul finire del primo tempo si riappalesa anche ad avvio di ripresa: Curci opera un miracolo su Zalayeta, ma è ancora una volta la Roma, in contropiede, a sprecare una ghiotta opportunità con Tommasi.

Capello decide di calare gli assi: dentro Emerson e Del Piero, proprio nel momento di maggior forcing juventino. Il duplice cambio, tuttavia, non sortisce gli effetti sperati: i giallorossi sono assolutamente letali in contropiede e Mancini, ora posto in luogo di Okaka (l'italo-nigeriano esce per far posto a Rosi), serve splendidamente Tommasi per il gol del raddoppio.

Sembra di vivere uno splendido sogno, quando pochi minuti dopo, Rosi s'inventa un delizioso colpo di tacco che libera Perrotta, abile poi a superare con un dolce pallonetto il povero Abbiati. E' pazzesco solo descrivere un'azione così, che fino a pochi mesi fa non sarebbe stata partorita neanche dalla fervida mente del romanista più fantasioso. La Roma straripa, domina in lungo e in largo una Juventus che pare aver decisamente perso la bussola.

Ma ci pensa Del Piero, appena quattro minuti più tardi, a riportarci tutti sulla terra, risolvendo un'azione in mischia. Uno a tre ad una ventina di minuti dal termine, c'è quindi tutto il tempo, per il tifoso romanista, di risvegliare sopiti tremori.

A dir la verità, la furia bianconera trova nell'ottima organizzazione difensiva romanista un ostacolo quasi insormontabile, come quel Philippe Mexes che si produce anche in questa gelida serata in una prestazione assolutamente sontuosa.

Il campo si fa estremamente scivoloso, vista anche l'intensificazione della caduta dei fiocchi di neve. Tutto ciò torna comodo alla Roma, abile adesso a far trascorrere i minuti riducendo al minimo i pericoli per la porta difesa da Gianluca Curci. Entra anche Aquilani in luogo del solito instancabile Perrotta, e per poco non riesce ad approfittare anche lui di un errato disimpegno bianconero.

La partita pare ormai chiusa, ma c'è sempre da considerare l'imponderabile, che si erge a protagonista in qualsivoglia partita della Roma: al terzo minuto di recupero, Tombolini vede un fallo di De Rossi al limite dell'area. La susseguente punizione è vissuta da ogni tifoso romanista con il pathos derivato dal sapere già prima che succederà qualcosa di irreparabile. Detto-fatto: il tiraccio di Del Piero trova la fortunosa deviazione di un Chivu staccatosi inavvertitamente dalla barriera e la frittata è bella che fatta.

La Roma, che avrebbe potuto trovare una vittoria di più rotonde dimensioni, si deve così accontentare del vantaggio minimo: potrebbe anche bastare in vista del retour match che si terrà tra una settimana all'Olimpico, ma con la Juventus non bisogna mai dare nulla per scontato.

Resta però la vittoria, netta, limpida, solare come la Torino di Zebina. La Roma è la squadra più in forma del momento, e anche i primi della classe hanno dovuto piegare la testa di fronte ad una squadra che continua a strabiliare tutti, in primis i suoi stessi tifosi. La Juve cade dopo ben 15 vittorie consecutive sul proprio campo, e anche questa è una discreta soddisfazione.


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