Giro giro tondo
La Roma compie l'impresa, ed elimina la Juventus nonostante la sconfitta (0-1). Sconcertante l'arbitro Dondarini: annulla un gol regolare di Totti, espelle Dacourt ed Ibrahimovic senza cacciare Nedved, regala un rigore ai bianconeri. Ma i giallorossi sono più forti e passano lo stesso
"A Roma ci divertiremo" tuonò, con fare superbo, Fabio Capello al termine del match d'andata sorprendentemente vinto dai giallorossi al Delle Alpi. Al tecnico di Pieris non doveva essere certo andata giù la sconfitta casalinga, e la voglia di immediata vendetta era palese nelle sue parole.
Una Juve arrembante e battagliera scende così all'Olimpico, fermamente intenzionata a ribaltare la situazione. Ma di fronte a sè ha ora una Roma forte, ostinata, per nulla intimorita dal blasone dell'avversario.
E' una splendida serata nello stadio romano: dopo le oscenità di Roma-Livorno, in Curva Sud prevale la voglia di cantare la propria passione per una squadra che gira a mille e che deve riuscire nell'impresa di eliminare i bianconeri. Quasi nessuno striscione si vede sugli spalti, effetto diretto del giro di vite imposto dopo quanto accaduto domenica. Qua e là si intravvede qualche ragazzo alzare la mano destra, o si sente qualche infelice coro su Zebina e Vieira, ma sembrano, per una volta, una stretta minoranza.
La Roma, in tenuta completamente verde, scende in campo con il solito collaudato modulo. Capello, da par suo, prova a vincere schierando una formazione molto vicina a quella titolare. Sono gli ospiti a tenere le fila del gioco, ma la squadra di Spalletti è come sempre indomita e concentrata: regala poco agli avversari e fa male in velocità.
Al 13' la prima clamorosa topica arbitrale: Totti realizza un gran gol di testa, lo stadio esplode di gioia, ma Dondarini rovina tutto per un inesistente fallo del Capitano su Balzaretti. La fiera dell'orrore prosegue qualche minuto più tardi: Nedved compie un bruttissimo fallo su Totti, si accende una mischia dalla quale gli unici a patirne le conseguenze saranno Dacourt ed Ibrahimovic, puniti entrambi con il cartellino rosso. Lo scorrettissimo giocatore ceko rimane a piede libero.
La partita, dopo questo episodio, si incattivisce: la squadra di casa è però abile nel mantenersi salda sui nervi, al contrario di una Juventus incapace di tenere a freno Totti se non a suon di calcioni.
I bianconeri continuano a mantenere il possesso palla, ma è sempre la Roma ad avere le occasioni migliori: al 27' un colpo di testa di De Rossi finisce di poco fuori. La presunta superiorità tecnica degli ospiti si concretizza solo in un banale palleggio a metàcampo, che non impensierisce di certo un Curci rimasto praticamente inoperoso per buona parte del primo tempo.
I giallorossi affrontano la gara alla pari, ed il caldo pubblico dell'Olimpico li accompagna in questa sfida apparentemente impari contro i campioni d'Italia, che riusciranno finalmente a rendersi pericolosi con un colpo di testa di Zalayeta ben deviato in angolo dal portierino romanista.
Gli applausi con cui i tifosi salutano l'ottimo primo tempo dei padroni di casa si tramutano abbastanza rapidamente in mormorii per via delle continue azioni bianconere in avvio di ripresa, visto anche l'ottimo gioco sulle fascie dei calciatori juventini.
Il pressing sortisce gli effetti sperati: al 48' Dondarini assegna un rigore per fallo di mano di Perrotta; dal dischetto Mutu realizza regalando un secondo tempo di paura ai quarantamila tifosi sugli spalti. La sparuta rappresentanza bianconera esulta pregustando un'insperata qualificazione.
La Roma - come accadeva fino a qualche tempo fa - cala vistosamente, e si ricominciano a vedere le streghe. Poche le occasioni prodotte davanti alla porta di Abbiati, mentre dall'altra parte si fa sempre più pressante l'insistenza juventina.
Entrano, deja-vù, anche Emerson e Del Piero: Capello prova a vincere con tutte le armi a sua disposizione. Spalletti, invece, può contrapporre poco a fronte della ricca panchina bianconera.
I ritmi calano notevolmente, e si assiste ora ad una gara in cui prevale più la paura di sbagliare che la voglia di affondare il colpo. In curva si vivono attimi di tensione, vuoi per la naturale paura di perdere in modo bruciante una qualificazione possibile, vuoi perchè si vede la squadra soffrire e non giocare così bene come nel recente passato. Canzoni e cori d'incitamento aiutano i giocatori ad uscire dall'empasse, e la Roma in qualche modo riesce a resistere agli assalti bianconeri, che però producono ben poco in fase conclusiva.
Tommasi rileva uno spento Taddei, e la mossa rinvigorisce la squadra. Al 77' Totti scalda i guanti di Abbiati, ma è dalla parte opposta che si assiste all'occasione più clamorosa di tutta la gara: Vieira, completamente libero in area, tira e colpisce clamorosamente il palo interno. Finalmente un po' di fortuna, anche se sugli spalti molti tifosi sbiancano dalla paura.
Passano i minuti e la Juve attacca con sempre minor convinzione: Totti, anche se non in gran forma, è bravo a subire falli e a spezzare il ritmo agli avversari, mentre Nedved continua a delinquere impunemente.
Sugli spalti, dopo lo shock del palo di Vieira, si torna a respirare aria di festa, visto che anche le ultime offensive bianconere sfumano per mano del solito eccellente Mexes e per via della grinta leonina di Leandro Cufrè.
Festa che si concretizza, finalmente, dopo il lungo recupero accordato dall'arbitro. Finalmente si può esultare per una vittoria decisamente meritata nei 180', a cui la fortuna juventina e le dabbenaggini arbitrali poco hanno potuto.
Passa la Roma, com'è giusto che sia. I nostri gladiatori si radunano a centrocampo, per un fanciullesco girotondo che dona il sorriso a tutti i presenti nello stadio. Chissà se anche Capello si sarà divertito...