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Anche l'Europa dice Roma

by SpiderMax last modified 09/09/2006 14:52

Sotto di un uomo dal 26' (espulso De Rossi), alle prese con la vigoria dei belgi e l'insipienza arbitrale, i giallorossi non si scompongono ed escono vincitori in Belgio grazie ad un autorete e ad un gol di Simone Perrotta: ipotecati gli ottavi di finale

La nuova Roma spallettiana, rinvigorita nel corpo e nello spirito, torna ad affrontare una competizione importante come la Coppa Uefa in una dimensione completamente diversa da quella lasciata in dicembre, dopo la stentata qualificazione ottenuta nel girone preliminare.

C'è il Bruges, avversario reduce dall'eliminazione in Champions League: team di una certa levatura, sostenuto da un pubblico caldo e numeroso. Ad accompagnare la Roma in questo viaggio, circa un migliaio di innamorati sostenitori, un numero veramente impressionante tenuto conto della distanza e della relativa importanza del match.

Spalletti conferma l'intenzione di non snobbare la coppa: cambiano ben 6/11 della squadra (dentro Curci, Panucci, Kuffour, Dacourt, Tommasi, Montella), ma la formazione che scende in campo è egualmente altamente competitiva.

Il Bruges parte molto forte, conscio della propria forza tra le mura amiche. Tra verticalizzazioni, scambi continui e veloci fraseggi sono minuti di sofferenza per la squadra giallorossa, che non riesce ancora ad entrare in partita. E' di Dufer, al 10', il primo tiro in porta: la sua conclusione però viene facilmente bloccata da Curci. Al 15' il portiere giallorosso non arriva invece sul calcio di punizione di Balaban, ma fortunatamente il pallone sfiora solo il palo alla sua sinistra.

Nel momento di massima pressione belga, Coelemans ordina - a sorpresa - la sostituzione del portiere Butina (problemi muscolari) con Stijnen.

Curci appare in buona serata, ed al 21' sceglie bene il tempo dell'uscita sventando così l'incursione di Balaban. Sull'inesistente corner susseguente, è ancora il numero uno romanista a bloccare una conclusione di Vermant.

I giallorossi cominciano ad uscire dalla loro tana, fallendo però dei potenziali contropiedi per l'imprecisione dei vari Mancini, Tommasi e Montella. Traspare l'impressione che, mentre i padroni di casa diano il tutto per tutto per vincere, gli uomini di Spalletti siano invece più sornioni, tesi a controllare la gara e a ripartire.

L'ordine tattico pare crollare al 26', quando De Rossi riceve il cartellino rosso per un'ingenua gomitata ad un avversario. Spalletti s'infuria, consapevole del fatto che tale evento potrebbe influire sulla qualificazione stessa della Roma.

I nerazzurri belgi, caricati dal provvedimento disciplinare inferto dall'arbitro al biondo centrocampista romano e fomentati dal pubblico, provano a farsi nuovamente sotto. Ma la Roma non si scompone per lo svantaggio numerico, potendo contare su un carattere d'altri tempi e su un'organizzazione di gioco che consente di supplire efficacemente all'assenza di un uomo: i padroni di casa fanno fatica ad imbastire manovre degne di tal nome, e Curci vive momenti di relativa calma, nonostante la continua pressione degli uomini di Coelemans.

Proprio quando si pensa di poter chiudere il primo tempo senza subire reti, arriva inaspettatamente il vantaggio romanista al 43': Mancini non riesce nella deviazione su uno dei rari cross di Panucci, ma proprio dietro di lui è il difensore Vanaudenaerde ad insaccare per uno degli autogol più clamorosi della storia del calcio.

Il vantaggio dona maggiore convinzione ai giallorossi, che nei primi minuti della ripresa provano a cambiare l'inerzia della gara. Il Bruges, scosso dallo svantaggio, prova a riprendersi inserendo un'altra punta (Ishiaku), ma i continui tiri dalla distanza non riescono neanche ad inquadrare lo specchio della porta difesa da Curci.

La Roma potrebbe trovare il raddoppio, ma il tiro di Dacourt è troppo centrale e viene ben parato dall'estremo difensore belga al 56'.

Proprio quando sembra che la Roma, nonostante l'uomo in meno, riesca a tenere saldamente in mano l'incontro, arriva la doccia fredda: al 61' Portillo riconquista un pallone al limite dell'area, forse con un fallo. I giocatori romanisti attendono il fischio arbitrale che non arriva, e lo spagnolo piazza un sinistro che beffa Curci sul primo palo.

Uno ad uno, e torna tra i padroni di casa la grintà già vista in avvio di match: nell'arco di pochi minuti, prima Ishiaku e successivamente Dufer provano a trovare il gol del vantaggio.

Ma la Roma c'è, e non fa il pericoloso errore di arretrare il proprio raggio di azione. Entra Taddei per un Montella non ancora in condizione; Mancini passa in prima linea.

E' il 74', quando i giallorossi conquistano un prezioso calcio d'angolo: batte Taddei che trova libero Mexes, il quale incespica abbastanza goffamente sul pallone. Fortuna vuole che Mancini passi da quelle parti e metta in mezzo uno splendido pallone prontamente deviato in rete da Perrotta. E' il gol che annichilisce gli increduli belgi e che rischia di regalare la qualificazione agli uomini di Spalletti.

Come una bestia ferita, il Bruges si riversa in avanti e già pochi minuti poco potrebbe trovare nuovamente il pari, ma il colpo di testa di Portillo (in netto fuorigioco) finisce fuori. E' una delle poche occasioni prodotte dai padroni di casa, che trovano infatti la sempre valida opposizione di un ritrovato Kuffour, unito all'eleganza di Mexes e alla grintà di Cufrè e Panucci.

La Roma trova ampi spazi in contropiede: prima Mexes viene fermato per un fuorigioco inesistente, mentre successivamente lo scatenato Mancini fa impazzire i difensori avversari concludendo poi male di sinistro.

Passano i minuti, e finalmente si abbassano i ritmi. I nerazzurri non sembrano più convinti nella rimonta, e Spalletti ne approfitta inserendo forze fresche (Kharja ed Alvarez) in luogo degli ottimi Perrotta e Mancini.

Gli ultimi sussulti della gara li regala l'arbitro, tale Baskakov, che dimostra tutta la sua incapacità prendendo spesso e volentieri decisioni erronee dettate dall'influenza del pubblico. Ma il Bruges non approfitta di tali regalie. Portillo al 90' è ostinato ma il suo tiro finisce a lato, poco dopo l'ennesima punizione inventata calciata da Balaban sbatte sulla barriera.

L'ultimo sospiro: contropiede giallorosso, il cross di Alvarez viene nettamente deviato dalla mano di un difensore. Sarebbe punizione, ma non per la giacchetta nera russa, che lascia proseguire. Sullo sviluppo dell'azione, Portillo (ancora lui) prova la deviazione aerea su di un cross dalla destra: la palla sbatte sul palo, per poi essere definitivamente spazzata via da Kuffuor.

La partita finisce tra le urla e i cori dei tifosi romanisti, che ricevono ora gli applausi dei loro beniamini. I giocatori si abbracciano e si complimentano l'un l'altro, per questo straordinario risultato conseguito in condizioni ambientali difficili. Ma il plauso maggiore va a Spalletti, che ha saputo rimodellare a propria immagine e somiglianza un gruppo informe fino a renderlo una vera squadra, unita e vincente anche nelle avversità. Avanti così, ragazzi.


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