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Senza problemi

by SpiderMax last modified 09/09/2006 14:52

La Roma passa anche in Coppa Uefa: i gol di Mancini e Bovo piegano i belgi del Bruges ed aprono la strada per gli ottavi. Tra due settimane sfida al Middlesbrough

Sembra una formalità ma non lo è: l'ottimo risultato dell'andata (vittoria per 2-1) regala sonni tranquilli all'ambiente giallorosso, ma il sempre vigile Spalletti mette tutti in guardia a proposito di facili trionfalismi.

Il tecnico di Certaldo deve, ancora una volta, fare esercizio di tutte le sue arti per sanare la difficile situazione del sempre più sparuto organico giallorosso: appena 16 i giocatori convocati, tra infortuni, squalifiche e Primavera bloccati a Viareggio.

Quella che scende in campo, su di un terreno reso zuppo da una pioggia che non ha dato tregua per tutto il giorno alla città di Roma, è una squadra completamente ridisegnata in prospettiva derby: ben 8 i cambi rispetto alla gara con l'Empoli, e si rivedono in campo gli oggetti misteriosi Alvarez e Kharja, oltre ai soliti abituè del part-time europeo.

I belgi, come da dichiarazioni della vigilia, non danno grande importanza all'incontro, tesi come sono dalla conquista del primato nel loro campionato. Molto più determinati dei giocatori in campo sono i supporter fiamminghi, che riescono a venire alle mani con i tifosi romanisti sia fuori che dentro lo stadio. Di nove contusi tra gli ospiti il risultato finale di questo inconsueto incontro.

Mentre proseguono gli scambi di opinione sugli spalti, la partita è già iniziata da vari minuti ed al 5' si assiste alla prima conclusione verso la porta belga, operata da Leandro Cufrè. I nerazzurri non stanno a guardare e qualche minuto dopo è Curci a doversi impegnare su un insidioso cross dalla fascia sinistra.

La partita scorre via velocemente senza grosse emozioni: la Roma deve ancora trovare il giusto amalgama tra i nuovi interpreti del suo gioco, mentre gli uomini di Coelemans - chiamati a fare la partita, date le circostanze - deludono le aspettative di una gara pugnace.

I giallorossi hanno però buone intenzioni, ed in più di un'occasione le loro trame offensive non si trasformano in giocate pericolose solo per imperizia, imprecisione degli uomini in campo, minati oltretutto dal precario equilibrio.

Su tutti, nei primi minuti, emerge lo scattante Alvarez: il suo controllore diretto fatica a stargli dietro, ed il prode honduregno si guadagna gli applausi dei pochi presenti (appena 15mila) con qualche buona giocata.

Aquilani, al 23', è bravo a pescare Cufrè in area, ma il cross dell'argentino non sortisce infine alcun effetto. La Roma comincia a girare bene, ed al 31' capita a Bovo l'occasione più clamorosa: ben lanciato da un ispirato Montella, il terzino giallorosso scarica un tiro ben deviato in angolo dal portiere Stijnen.

Il Bruges si vede poco o nulla, ma pochi minuti dopo Matondo, isolatissimo, spara alto da buona posizione. Monito a non abbassare mai la concentrazione, come fa notare ai suoi uno Spalletti non certo soddisfatto del gioco palesato sinora.

Spettacolare è però la giocata con cui Mancini e Montella al 37' si cercano (e si trovano) nel cuore dell'area nerazzurra, anche se il tiro finale di Vincenzino è troppo debole e centrale. L'aeroplanino fallisce il decollo qualche istante dopo su splendido lancio di Bovo, ma la prestazione dell'attaccante napoletano è decisamente incoraggiante, vista anche la scialba gara disputata contro l'Empoli.

Una gara condotta interamente all'attacco rischia di trovare la sua beffa proprio nel finale di prima frazione: Vermant coglie la traversa con un gran tiro dalla distanza. Zero a zero al termine dei primi quarantacinque minuti.

Visto anche l'estemporaneo exploit balistico dei belgi, ci si attende nella ripresa una manovra più convinta da parte degli ospiti: così non è, datosi che la Roma continua a macinare gioco alla ricerca del vantaggio.

Montella al 51' reclama per un netto fallo in area ai suoi danni non sanzionato, ma è al 60' che i giallorossi concretizzano la loro cifra di gioco. Kharja, fino a quel momento abbastanza in ombra, è bravo a rubare palla nella trequarti avversaria e a servire intelligentemente Tommasi. Il tiro di Damiano trova la valida respinta dell'estremo difensore fiammingo, che però non può nulla sulla pronta ribattuta di Mancini.

Uno a zero e discorso che parrebbe chiuso: si rischia anche di raddoppiare, quando Montella spreca per troppa fame di gol un goloso contropiede in coppia con Amantino. O come quando Tommasi viene atterrato dal portiere: sarebbe di nuovo rigore, ma non certo per il danese Bo Larsen.

Finisce così che la Roma - nell'unica distrazione della ripresa - prenda un gol rocambolesco, ad appena cinque minuti dal vantaggio: Curci è imperfetto nell'uscita su di un morbido cross dal fondo, Verheyen e bravo e fortunato a crederci fino in fondo, insaccando così nella porta sguarnita il gol del pareggio.

Un risultato così rianima antichi fantasmi: basterebbe ora un gol ai belgi per riaprire definitivamente la qualificazione. Coelemans ci crede ed inserisce, in un sol colpo, Leko, Roetlands e lo spagnolo Portillo, autentico peperino della partita d'andata.

Spalletti capisce l'antifona e corre subito ai ripari, prima che gli ospiti acquisiscano troppa convinzione: dentro Perrotta per Alvarez, e la mossa si rivela subito decisiva.

E' il 71', quando Mancini si invola sulla fascia sinistra servendo poi proprio l'ex-clivense che scarica subito su Montella. Il numero nove giallorosso allunga all'accorrente Bovo che lascia partire senza timori il suo destro potente che s'insacca senza pietà, grazie anche alla provvidenziale deviazione di un difensore. Straordinaria azione corale che fa spellare le mani dei pochi presenti allo stadio, oltre a far saltare dalla panchina per la gioia persino il nostro mister.

Sarebbe la fine, dato che mancano meno di venti minuti al termine e dato che i belgi dovrebbero ora fare 2 gol. Portillo, pochi minuti dopo, ha uno scatto di orgoglio e chiama alla difficile parata Curci su un forte diagonale, ma si rivelerà solo un fuoco di paglia.

Straripa infatti la Roma negli ultimi minuti: al minuto numero 82 è Mancini ad involarsi in contropiede, prima di concludere tra le braccia di Stijnen. Un minuto dopo Tommasi lancia splendidamente l'incontenibile Perrotta, il cui tiro verrà ancora deviato dall'impegnatissimo portiere dei belgi.

Simone è scatenato, e quando Mancini gli affida un delizioso pallone prova a segnare un gol che lo consegnerebbe alla storia: stop di coscia, dribbling secco sull'ultimo difensore e pallonetto delizioso sul portiere in uscita. Purtroppo per lui e per noi il pallone finirà di un nulla fuori, ma poco importa: ormai il ragazzo di Ashton è entrato definitivamente nei cuori dei tifosi giallorossi, che ora gli tributano cori di approvazione, e pochi mesi dalle contestazioni - spesso ingenerose - ai suoi danni.

Il palo, qualche sospiro prima del fischio finale, gli nega ancora la gioia della rete; una gioia tutta particolare, che avrebbe trovato la sua dedica per quel nonno che non c'è più.

La Roma passa il turno, ma ciò che più conta è che la squadra non ha subito negativamente il contraccolpo psicologico dell'assenza forzata del suo Capitano, potendo anzi contare sulla maturazione di un nuovo, fantastico, leader: vai, Simone.


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