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Che peccato!

by SpiderMax last modified 09/09/2006 14:52

Una Roma tutto cuore viene immeritatamente eliminata dal Middlesbrough: agli inglesi basta un tiro in porta per passare il turno di Coppa Uefa, inutile la doppietta di Mancini

O dentro o fuori: la Roma deve battere gli inglesi del Middlesbrough con almeno due reti di scarto per proseguire il suo cammino in Europa. Spalletti ci crede, e la tifoseria lo segue: quasi quarantamila spettatori si affacciano all'Olimpico, alla ricerca della possibile rimonta; gli inglesi non sono da meno, e seguono in gran numero la loro squadra in questa sortita italiana.

Soliti problemi di formazione in casa giallorossa: la rosa di Spalletti perde petali su petali, e tocca nuovamente mettere mano all'inventiva per coprire le croniche carenze. Ben quattro centrali rimpolpano la retroguardia romanista, con Bovo e Chivu adattati sulle fasce. Alvarez, uno dei pochi a salvarsi nella disastrosa trasferta di Ascoli, viene proposto finalmente dal primo minuto a furor di popolo. Taddei confermato nell'insolito ruolo di prima punta.

La partenza è di quelle che fanno ben sperare: i ragazzi di Spalletti, oggi in maglia bianca, attaccano a tutto spiano cercando di intimorire sin dai primi minuti gli avversari. La pressione giallorossa non sfocia però in occasioni clamorose, e bisogna aspettare il quarto d'ora per vedere la prima seria conclusione nello specchio della porta difeso da Schwarzer: il colpo di testa di Taddei sfila a lato di poco.

Un minuto dopo Alvarez, ben lanciato in profondità da Perrotta, mette in mezzo per un Mancini che non riesce a trovare il tempo per la battuta a rete. L'honduregno, assistito a dovere dai compagni, regala emozioni ai paganti con i suoi incredibili scatti, che creano più di un grattacapo allo stralunato Pogatetz.

Al 24' è Bovo a dare un segno tangibile della supremazia giallorossa, scuotendo la traversa con un gran tiro dai venti metri: la Roma c'è, ed i suoi tifosi la seguono con calore e passione. Gli applausi si trasformano in mugugni, quando cinque minuti dopo Alvarez - ancora servito splendidamente da Perrotta - si presenta solo dinnanzi al portiere avverario, tirando poi fuori da ottima posizione.

Il vecchio adagio pallonaro diceva: gol mangiato, gol subito. E proprio al 33', nell'unica occasione creata nel primo tempo, la squadra di McLaren passa inaspettatamente in vantaggio. Hasselbaink sorprende Mexes, e realizza uno splendido gol di testa su cross di Downing.

Il gol è una mazzata tremenda per le ambizioni dei romanisti, che passano qualche minuto di chiara empasse dovuto all'ingiusta punizione. A qualcuno cominciano a saltare i nervi, e Mexes e Mancini riescono anche a farmi ammonire. Ci vorrebbe un gol per rinfocolare le speranze, ma la marcatura sembra lontana anni luce per una squadra che dà tanto ma raccoglie davvero poco.

Invece, proprio nel finale, la Roma pareggia: Taddei regala un assist d'oro a Mancini, che questa volta non può davvero sbagliare. I giallorossi, come belve ferite, vanno all'assalto degli avversari, cercando in extremis il secondo gol che aggiungerebbe ulteriore pepe alla sfida.

Ma è invece la squadra ospite ad andare più vicina alla realizzazione, grazie ad un'uscita da brivido di Curci su cui poi è bravo Dacourt a rimediare.

Ripresa dagli stessi altissimi ritmi: la Roma non molla neanche per un attimo la sua preda, conscia anche della propria superiorità tecnica. Si spera ancora nella qualificazione.

Fioccano le occasioni: al 47' è Mancini, dalla linea di fondo, a trovare per ben due volte il corpo di Schwarzer sulla sua strada. Il brasiliano ci prova anche al 53', ma il suo tiro al volo viene prontamente respinto in calcio d'angolo dall'estremo difensore australiano.

E' un assedio: poco dopo è De Rossi, sul filo del fuorigioco, a divorarsi un'occasione colossale di fronte al portiere. I tifosi si spellano le mani dagli applausi, consapevoli del fatto che la loro squadra sta dando veramente di tutto.

Il Middlesbrough è rintanato nella sua area, e non osa minimamente affacciarsi dalle parti di Curci. Gli inglesi non riescono mai a ripartire in maniera efficace, e soffrono tremendamente la verve e la tensione atletica dei giallorossi.

Spalletti prova la carta Okaka, ed il giovane bomber della primavera ripaga il tecnico trovando un netto calcio di rigore giusto un minuto dopo il suo ingresso in campo. Dal dischetto Mancini rimane freddo e spiazza il portiere: è il 2-1, alla Roma serve ancora un gol per la qualificazione e manca poco meno di mezz'ora al termine: si può fare.

Lo stadio esplode, ed i cori incessanti dei tifosi fanno la loro parte in questi attimi assolutamente elettrici, in cui una squadra galvanizzata dalla rimonta prova l'ultimo decisivo sforzo.

E' proprio a questo punto che Spalletti forse commette un errore decisivo, richiamando in panchina il positivo Alvarez in luogo di Aquilani. Le discese dell'honduregno erano state decisive per scardinare la difesa inglese, e la sua assenza sulla fascia destra si nota tutta.

I minuti scorrono veloci, e la squadra pare non avere più la necessaria lucidità per orchestrare degne azioni di gioco. Da par loro, agli inglesi non pare vero che la squadra di casa - proprio nel momento più bello, esattamente come contro l'Ascoli - non trovi più il bandolo della matassa.

E' forse la scarsa esperienza internazionale dei tanti ragazzi in campo a risultare determinante negli ultimi concitati minuti di gioco: i giallorossi si fanno prendere dalla foga e creano solo tanta confusione, mentre gli ospiti sono bravi nel far passare i secondi grazie alle tante punizioni conquistate furbescamente ed alle solite, squallide, scenate atte solo a perdere tempo.

La pressione viene ora meno, sostituita dalla naturale stanchezza maturata dopo una gara disputata a ritmi forsennati. I tifosi invece sono commoventi per l'attaccamento alla squadra, e la sostengono senza soluzione di continuità fino alla fine, ovvero fino a quando il teatrale arbitro norvegese non caccia un nervoso Mexes per fallo a palla lontana al 92'.

E' il triste sipario della Roma in Europa: come tante volte, un eliminazione che sa di beffa per quanto i nostri avevano dato in campo. Un'eliminazione che ricalca i fasti dello Slavia Praga, dell'Atletico Madrid, del Villarreal. Tutte formazioni capaci di superare più o meno meritatamente il turno contro i capitolini, dopo la solita partita della vita contraddistinta da quel tocco di sfortuna che ha da sempre accompagnato i giallorossi in Europa.

Che gran peccato: un eliminazione tutto sommato ingiusta, contro un avversario dallo spessore tecnico di gran lunga inferiore, che accresce il rammarico per non essere riusciti ad essere protagonisti in Europa anche questa volta, proprio in questa stagione in cui la Coppa Uefa pareva essere decisamente alla nostra portata.

Marzo sembra proprio non essere amico dei nostri colori...


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