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Si può fare

by SpiderMax last modified 09/09/2006 14:52

Una Roma discreta è costretta ad arrendersi di fronte al Palermo: Perrotta illude, ma poi l'autorete di Mexes ed il gol di Mutarelli ribaltano la situazione. Ci si gioca tutto all'Olimpico il 12 aprile

E' pesante, il terreno di gioco del Renzo Barbera di Palermo. Pozze d'acqua si intravedono tra l'erba, e si ha la sensazione che non sarà facile giocare questa semifinale d'andata di Coppa Italia. Si fatica a credere che abbia già fatto il suo ingresso la primavera astronomica, ed un vento forte ed impetuoso che spira dalla collina di Punta Raisi rende ancora più difficoltoso il corretto svolgimento della gara.

Le due squadre hanno seri problemi di organico, ma la finale fa gola e ci si presenta con la miglior formazione possibile: il che vuol dire, per i giallorossi, tornare in campo con il medesimo undici che ha sconfitto il Messina, eccezion fatta per Mexes (squalificato in campionato) e Kharja, che prende il posto dello sfortunato De Rossi.

Inizio da fuochi d'artificio: dopo appena 50'' la Roma passa in vantaggio, grazie ad un cross del solito Alvarez deviato in rete dal piatto sinistro di Simone Perrotta.

Neanche il tempo di bearsi della rete di SuperSimo, che il Palermo pareggia in maniera assolutamente rocambolesca: un tiro innocuo di Mutarelli trova la goffa respinta di un Curci incerto, il pallone - complice l'enorme pozza d'acqua di fantozziana memoria - staziona da quelle parti, Mexes non riesce a rinviare e Bovo, pressato da Brienza, pensa bene di spazzare via il pallone tirandolo addosso al compagno di reparto. La frittata è fatta, ed il numero dieci rosanero esulta accreditandosi un gol non suo.

E' una partita incredibile nei primi minuti, con occasioni da una parte e dall'altra: dopo appena un minuto Perrotta potrebbe addirittura fare il bis, ma il suo tiro viene respinto in angolo da Agliardi.

Nel primo quarto d'ora di gara si viaggia su ritmi altissimi, le due squadre provano reciprocamente a superarsi, e di tutto ciò ne beneficia lo spettacolo. Il campo ai limiti della praticabilità fa il suo, dato che si vedono parecchi errori su ambo i fronti, ma di occasioni nitide per segnare neanche l'ombra.

Al 23' Grosso si infortuna e Papadopulo è costretto ad operare il primo cambio, facendo entrare il rumeno Codrea. Com'era da attendersi, ora il ritmo cala sensibilmente e la partita vive una fasa di relativa stanca, dove regna un persistente equilibrio.

Si arriva così alla fine del tempo senza grandi brividi, se non quelli scaturiti dal forte vento che complica ancor di più la costruzione di degne trame di gioco. Il pari è lo specchio fedele di quanto visto finora.

Nella ripresa la Roma pare entrare più convinta. Mancini, altalenante nella prima parte di gara, prova a creare qualche scompiglio nell'area avversaria. I giallorossi sono partiti meglio, ma sono i palermitani ad andare vicini alla rete grazie ad un fendente di Brienza dopo errore in disimpegno di Philippe Mexes.

Nel giro di pochi minuti i due allenatori ridisegnano le proprie squadre: nel Palermo entrano Godeas e Gonzales per Caracciolo e Brienza, mentre Spalletti inserisce i giovani Okaka e Rosi in luogo di Alvarez e di un impalpabile Taddei.

Sono attimi di confusione: il pallone ora vaga da una parte all'altra del campo senza un particolare costrutto, anche se nella Roma si evidenzia ora qualche errore di troppo nella fase di possesso palla. Adesso l'inerzia della gara pare arridere ai padroni di casa, più convinti nella ricerca del vantaggio.

La pressione rosanero coglie i suoi frutti al 69', quando Mancini perde banalmente un pallone a metàcampo. Zaccardo crossa all'interno dell'area di rigore, Godeas fa da torre e per Mutarelli, appostato sul secondo palo, non è difficile trovare il tiro incrociato che regala il vantaggio agli uomini di Papadopulo.

Situazione completamente ribaltata: senza grandi demeriti, la Roma si trova ora ad inseguire. Ma la reazione è tardiva e poco decisa, eccezion fatta per un bel tiro di Kharja (costretto anche a dribblare l'arbitro) parato in due tempi da Agliardi al 73'.

I giallorossi non sembrano aver le idee lucide, al contrario dei padroni di casa che appaiono ora più tonici. Il gioco si sviluppa con fatica, ed il pur bravo Rosi non ha la stessa incisività dell'honduregno Alvarez. Okaka stesso non trova spazio, confermando così i limiti dettati dalla sua sin troppo giovane età.

Tommasi prende il posto dell'abulico Mancini, ma la sostanza non cambia. Solo al minuto ottantatre la Roma va vicina alla segnatura, quando Okaka difende bene un buon pallone al limite dell'area di rigore, servendo poi l'accorrente Kharja. La conclusione del franco-marocchino è però troppo centrale e trova ancora una volta pronto l'estremo difensore siciliano.

Il maxi-recupero concesso da Morganti non dà spazio ad altre emozioni: il Palermo, soddisfatto del minimo vantaggio, tira i remi in barca; e inconsapevolmente lo fa anche la Roma, costretta a giocare gli ultimi istanti di gioco senza l'infortunato Perrotta.

Si deciderà tutto il 12 aprile: sarebbe sufficiente realizzare un gol per entrare in finale, ma lo sfortunato precedente di Coppa Uefa con il Middlesbrough induce i tifosi giallorossi a riporre facili entusiasmi. Appuntamento tra due settimane all'Olimpico, si spera con qualche calciatore in più...


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