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Io la conoscevo bene

by mimidiamond last modified 09/09/2006 14:52

Maria Russo tifava Roma, proprio come noi. Maria Russo era un’imperiale, come lo siamo noi. Maria Russo aveva questa squadra nel cuore, proprio come noi. Maria Russo se n’è andata in punta di piedi, senza dirci niente e senza che noi potessimo far niente. Ma ricordarla, questo sì, lo possiamo fare.

Cara Maria, di te so poco: ho visto una foto fuori fuoco su internet e ho letto un’e-mail con poche, scarne notizie su di te. Non so che voce avessi, se ti piacesse cantare le canzoni di Venditti, dove tu fossi il 17 giugno del 2001 o che opinione avessi di Spalletti. So che ci hai lasciati, a soli 46 anni, e che alla fine, lontana da Roma, non eri più serena. Nonostante tutto questo, nonostante il fatto che sulla mailing list ci si sia appena sfiorate, io arrivando e tu cominciando a lasciarci, posso dirti che io, io si che ti conoscevo bene! Ti ricordi “ Core de Roma”, Maria? Il capitano Losi che alzava la Coppa delle Fiere? E ti ricordi di come tutti, anche noi bambine, fummo delusi e arrabbiati quando la Roma vendette Spinosi e Capello alla Juve? Dio, anche tu non capivi, non capivi perché dovessimo dar via ciò che di più prezioso avevamo! E ti ricordi di Amarildo e Del Sol che venivano a Roma a finire la carriera e di come tutti fossimo contenti dell’arrivo di Pierino La Peste? “ Finalmente” dicevamo “anche la Roma vincerà qualcosa!” Ma ovviamente non vincemmo niente, Prati era finito, com’erano finiti gli altri che il Milan, o la Juve gentilmente ci vendevano, così come si getta un osso ad una muta di cani arrabbiati. Ti ricordi di Rocca? Oramai eravamo grandi anche noi e andavamo allo stadio ad applaudire il suo ennesimo rientro dal suo ennesimo incidente, a guardarlo correre e correre e correre, mitico Kawasaki! E poi ti ricordi del sogno, Maria? Di quella cosa che non credevamo potessimo mai vedere sulle maglie di Agostino e degli altri? Estate 1983 e noi ragazze con la gonna rossa, le magliette gialle e i capelli legati con i nastri degli stessi colori. E poi ancora ti ricordi quella rabbia, quella delusione, quel battere la testa contro il muro per non essere riusciti a salire sulla vetta dell’Europa quando lo potevamo fare, a casa nostra, e soprattutto prima della Juve? Non so cosa sia successo dopo, la vita ha cominciato a correre, ad andare sempre più in fretta a travolgerci… ma la Roma rimaneva nel cuore, in bene, in male, sempre, e tu Maria, non hai mai mollato. Sono arrivati altri tempi, il ritmo della vita sempre più veloce, sempre più frenetico… gli anni ’80 sono finiti… Nela, Cerezo, Erikson, Conti… gli anni ’90 ci sono volati davanti… Giannini, Aldair, Bianchi, Zeman... è arrivato un nuovo secolo, un nuovo millennio, i nostri quarant’anni, un nuovo capitano – il più grande di tutti – e un nuovo sogno. “Ti ringrazio, Dio, di avermi fatto romanista!” hai gridato quel giorno. E hai pianto, perché non potevi contenere la felicità, era troppa… e noi non siamo abituati a così tanta gioia. Neppure adesso lo siamo, quando guardiamo i ragazzi correre sotto la curva ed esultare e fare il girotondo… anche loro, sai, non sono abituati!

Dove sei adesso, Maria, è sempre primavera e ti godi le partite della Roma senza pensieri. Strilla sempre, Papà Piero? E fuma troppo, lo sappiamo! I commenti chi li fa, Martellini o Ameri? E Agostino quanto è fiero di Francesco e della Roma? Ci scommetto che sprizza orgoglio da tutti i pori, proprio come noi. Adesso devo andare Maria, anche qui è primavera e la nostra squadra gioca un’altra partita, li devo sostenere anche per te! Non ti dico addio, non esiste dire addio a un altro cuore giallo e rosso… arrivederci va meglio, tanto ci vedremo prima o poi. Un abbraccio forte da me e dal tutto l’Impero. Sei nei nostri cuori e ci resterai. Mimi Imperiale dal 2005


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