Il sistema regge all'urto
Il più grave scandalo nella storia del calcio finisce con pene morbide per Juventus e Milan, che la CAF probabilmente attenuerà ulteriormente. Fra un anno tornano e saranno più potenti di prima.
Un giorno di primavera ci aveva regalato la speranza di uscire da un calcio grigio, corrotto, giocato esclusivamente fuori dal campo, nei salotti buoni dell'imprenditoria d'assalto, negli studi televisivi, nelle redazioni dei giornali. Un giorno di primavera erano emerse le prove, ore e ore di telefonate in cui emergeva un sistema a prova di bomba in cui la Juventus e il Milan facevano il bello e il cattivo tempo, i designatori prendevano ordini dai dirigenti di queste società, gli arbitri eseguivano le disposizioni con zelo e perizia. Il sistema era messo, per la prima volta forse, sotto scacco; c'era davvero l'opportunità per comminare pene esemplari, fare pulizia, ripristinare la legalità e la giustizia.
E invece il sistema ha retto all'impatto che poteva essere devastante e non lo è stato. Tutto il fronte s'è compattato, tutte le componenti hanno macinato a pieno regime, tutti i protagonisti hanno svolto il loro compito alla perfezione come in un meccanismo ad orologeria: i media hanno inveito su giudici e dinquisitori, i politici hanno trasversalmente invocato clemenza, i protagonisti hanno fatto muro e concordato le versioni. E qualcuno, importante per davvero, ha fatto le debite pressioni...
Questa sentenza di primo grado è iniqua, è un colpo di spugna sommerso. La Juventus sbraita, ma sa benissimo che è il massimo che potesse sperare. La Roma andrà in Champions' League, ma è una vittoria di Pirro, non ce ne faremo di niente: la sentenza dice che tutto rimmarrà come prima. Così deve essere, così vogliono tutti (politici, imprenditori, editori, network, ecc.). Chi paga siamo sempre noi, i tifosi di squadre "minori", rese minori con la forza bruta dai signori che oggi stanno uscendo a testa alta dal più grande scandalo che il calcio ricordi.
Perché hanno vinto? Basta scorrere la sentenza! Il PM Palazzi chiese la Serie C per la Juventus e la B per gli altri, con vari punti di penalizzazione per ciascuno. Ed ecco il primo sconto: la Juventus soltanto retrocessa in B, con Lazio e Fiorentina. Il Milan addirittura in Serie A e forse in Coppa UEFA! A questo punto è sufficiente che la CAF riduca i punti di penalizzazione e il gioco è fatto.
Il Milan pagherà solo con un anno di esclusione dalla Champions' League, consolandosi con la Coppa UEFA qual'ora l'Empoli, come appare certo, dovesse rinunciare. Se pensiamo che solo per aver abbandonato il terreno di gioco in una partita europea la UEFA sanzionò la società rossonera con un'anno di esclusione dalle competizioni, già appare tutto molto ridicolo.
La Juventus se la caverà con un solo anno di Serie B. Per ora i punti di penalizzazione sono 30, ma se la CAF dovesse ridurli già a 20 la società di Piazza Crimea potrebbe pensare già alla squadra per il ritorno in A. Infatti la sesta classificata partecipa ai playoff e anche con un grosso handicap di punti una società coi mezzi economici ed il potere politico della Juventus può puntare fin da subito al piazzamento e alla promozione.
La Lazio è un caso emblematico: organicamente affiliata al sistema Milan-Juventus, da cui ha tratto spesso vantaggi sia sportivi che economici, paga con una pena ridottissima e non è da escludere che il suo presidente, didascalico e moralizzatore, tragga vantaggi dalla riduzione dello smaltimento del parco giocatori e la riduzione del tetto ingaggi.
Chi paga per tutti e più di tutti è la Fiorentina. Prima portata al fallimento quando Cecchi Gori era presidente, mentre altre società sono state salvate. Poi, una volta riapprodata nella massima serie, vessata fino all'orlo della retrocessione si è dovuta piegare giocoforza al sistema. Ne è entrata sì a pieno titolo, ma dopo esservi stata costretta, ricattata, ripetutamente danneggiata. A quel punto è stata prima salvata, poi sospinta al quarto posto, ma niente al paragone di chi ha dominato il sistema-calcio per almeno 15 anni. In proporzione al reato commesso è quella più vicina come pena alla Juventus.
E dulcis in fundo... gli arbitri sono puliti! Solo De Sanctis e Dondarini, poco poco Paparesta, mentre i vari Racalbuto, Messina, Pieri e chi più ne ha più ne metta, quelli che ci hanno fatto perdere scudetti, coppe, salute e sogni... quelli escono ingenui e puliti come bambini alla prima comunione.
Qual è la morale di questa storia? Che nel giro di in un paio d'anni saranno già riorganizzati, questa volta molto più attenti, blindati si potrebbe dire, pronti ad ogni evenienza. Per le società non allineate come la Roma non ci sarà scampo. E il messaggio che passa è che con un'attenta ingegneria organizzativa si può frodare e farla franca.
Il sistema ha retto quindi: non cambia niente, tutto come prima. Signori, abbiamo scherzato. Tutto quello che avete letto e sentito era frutto di un'unica intelligenza del male, quella di Luciano Moggi, l'anticristo, che aveva sconvolto i campionati solo perché la Juventus non venisse penalizzata (da chi non si sa). La società naturalmente non sapeva nulla, perché se avesse saputo avrebbe rifiutato questi metodi con sdegno, avrebbe detto "noi vogliamo vinceve solo se siamo i più fovti, pazienza se poi il nostvo bilancio senza vinceve tutti gli anni va in passivo". Il nuovo campionato sarà pulito, e un po' meno interessante senza la cara vecchia Signora. I cattivi hanno pagato. Tutto a posto. Comprate i nostri decoder, acquistate le nostre smartcart, leggete i nostri giornali, sottoscrivete i nostri abbonamenti.
Quello che non hanno messo in bilancio è che nessuno crederà più a questo calcio. O forse siamo troppo romantici e tutti diventeranno tifosi solo di Juventus o Milan. Per favore, non calpestate le banane.