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Grazie lo stesso

by Stargazer last modified 04/04/2008 20:25

L'avventura della Roma in Champions' si conclude anche quest'anno - a meno di poco probabili soprese - contro la corazzata Manchester. Ma la Roma vista in campo contro i Red Devils (e in tutto il torneo) è tutt'altro che da buttare.

Ogni romanista, quando ha visto uscire dall'urna quel nome, ha avuto un sussulto. Il Manchester Utd è la squadra più forte del mondo e ha dimostrato di gradire la Roma. In poco più di un anno nei 4 precedenti aveva avuto buon gioco: una sconfitta di misura (e in 10) alla prima romana, poi il clamoroso 7-1, un'altra vittoria in casa nel girone e un 1-1 esterno a qualificazione avvenuta. Poche ore dopo si è scoperto che il sorteggio era pilotato, ma ormai l'accoppiamento era fatto.

C'era consapevolezza alla vigilia. "La Roma ce la può fare", si diceva, "però loro sono i grandi favoriti". E così è stato. Lo 0-2 in casa è il peggior risultato possibile, ma anche molto bugiardo. La Roma ha dovuto rinunciare a Totti, uscito malconcio dall'impegno di Cagliari, ma si è presentata comunque con una buona squadra, cosa che non aveva potuto fare nella passata stagione. E in campo non si è risparmiata, cercando il gol per tutto il primo tempo e fermandosi solo davanti al muro difensivo dei rossi. Non è difficile dire che il Manchester Utd sia la squadra tatticamente più ostica per la Roma in assoluto: cortissima e ben chiusa dietro, con tutti gli effettivi a fare "muro" contro il prevedibile assalto giallorosso, compreso Wayne Rooney nell'insolita veste di esterno di contenimento. E' così un primo tempo tutto giallorosso, forse non troppo concreto in fase di conclusione ma buono per intensità di gioco e volontà di prevalere, si conclude con gli ospiti in vantaggio grazie ad un colpo di testa di Ronaldo da vero ariete di sfondamento. Alla prima occasione gli inglesi vanno in gol, dopo aver resistito 40 minuti agli attacchi avversari.

Nel secondo tempo la Roma entra in campo con la determinazione di chi vuole fare giustizia e il forcing forsennato produce occasioni, la più clamorosa delle quali sui piedi di Panucci che spara alto una palla che sembrava facilmente destinata nel sacco. Alla seconda occasione per il Manchester Doni si fa scappare un pallone per la verità insidioso, tre giallorossi non riescono a spazzare ed il solito Wayne Rooney punisce la Roma ben oltre i suoi demeriti. Dopodiché la partita è virtualmente finita, i Red Devils gigioneggiano sfiorando il terzo gol, ma sarebbe davvero troppo per una Roma che non avrebbe nemmeno meritato di perdere.

Cos'è successo allora? Come detto, tatticamente il Manchester è la squadra meno adatta alla Roma, che soffre notoriamente le squadre chiuse, figuriamoci chi annovera davanti due fuoriclasse come Ronaldo e soprattutto un giocatore fuori dal comune come Rooney, letale in attacco e disponibile al sacrificio. La Roma dal canto suo ha messo ancora in evidenza i suoi limiti di finalizzazione: costruisce molto, realizza in proporzione assai poco. Infine alcuni uomini sono alla frutta, come Mancini: il brasiliano, tranne una parentesi centrale, ha fatto un'altra stagione assai deludente, che ha avuto il suo apice in questa sfortunata serata di coppa. Sempre avulso dal gioco, incapace di saltare l'uomo, nessun apporto né in attacco né in difesa: un giocatore così forse è meglio venderlo adesso che ci si può guadagnare.

Nonostante tutto la Champions' della Roma è tutt'altro che da buttare. Si sono compiuti due passi in avanti fondamentali. L'exploit di arrivare ai quarti, fra le prime 8 d'Europa, possono farlo tutti, anche Shalke e Fenerbahçe: il difficile è confermarsi, e la Roma l'ha fatto e speriamo lo faccia ancora. E poi finalmente ha "fatto fuori" una grande del calcio mondiale, il Real Madrid: mancava un'impresa, una "testa eccellente", e la Roma l'ha portata a casa. Adesso siamo consapevoli di poter lottare alla pari contro chiunque. Tranne forse il Manchester United...


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