Fine del sogno
Ai giallorossi non riesce l'impresa: un gol di Tevez a metà ripresa li estromette dall'Europa, dopo che De Rossi nel primo tempo aveva già mandato alle stelle un calcio di rigore. Roma fuori, ma per la seconda volta consecutiva tra le otto più forti del continente
Dopo lo sconfortante 0-2 subito all'Olimpico ai giallorossi di mister Spalletti serve una vera e propria impresa per continuare il cammino in Champions' League, contro un Manchester United di fatto imbattibile tra le mura amiche (mai sconfitto nella massima competizione europea). Le dichiarazioni piuttosto affrettate di Ferguson, e la formazione schierata in campo dal tecnico scozzese lasciano aperta qualche speranza: in un impeto forse di sbruffoneria o forse di freddo caldo i due assi Rooney e Cristiano Ronaldo vengono lasciati in panca, con Giggs e Carlos Tevez prontamente rispolverati per l'occasione.
Nella Roma manca ancora Totti, sempre fermo per l'infortunio patito a Cagliari. Nella formazione titolare trovano spazio Juan e Mexes, con Cassetti e Panucci ai loro lati in difesa; Pizarro affianca De Rossi sulla mediana, mentre in avanti si ripropone il vecchio trio Perrotta-Taddei-Mancini, pronti a lanciare Vucinic.
Dovrebbe avere gli occhi della tigre la squadra di Spalletti, ma nella prima parte di gara è il Manchester a fare la partita: prima è Park al 5' a provare il tiro, quindi subito dopo Tevez sbaglia il colpo di testa; al 10' ancora Brown di testa, per uno United che sembra fare comunque sul serio, nonostante il rassicurante vantaggio accumulato nella gara d'andata. Per fortuna almeno che c'è Doni, bravissimo un minuto dopo su Hargreaves lanciato a rete. La Roma sbaglia tanto, e non dà ancora l'impressione di essere entrata in partita.
La prima conclusione è di Vucinic, che da posizione defilata al 13' impegna Van der Saar, e sullo sviluppo della stessa azione Mancini prova il tiro sempre bloccato dal portiere olandese. E' solo un intermezzo nello strapotere mancuniano: di nuovo super-Doni si oppone a Giggs al 16', e blocca in due tempi la velenosa conclusione di Anderson al 24'.
Sembrerebbe una gara a senso unico, ma al 29' arriva l'episodio che potrebbe cambiare la storia del match: Brown atterra (qualche dubbio c'è) Mancini in area, l'arbitro fischia il rigore che ovviamente De Rossi si incarica di tirare. Il centrocampista di Ostia, freddo contro il Genoa, forse sente troppo la pressione del momento e sbaglia clamorosamente mandando altissimo il pallone: occasione fallita e maglia sopra la testa per la vergogna.
Paradossalmente il macroscopico errore scuote la Roma ed innervosisce il Manchester, non più così spavaldo come nei primi minuti: lo stesso De Rossi prova un acrobatico tacco, la difesa spazza via prima che sia troppo tardi. I giallorossi chiudono il primo tempo in attacco, recriminando però per la clamorosa occasione fallita.
Nella ripresa si prova a prolungare il buon momento, e dopo soli tre minuti Vucinic impegna Van der Saar dalla distanza che non trattiene, ma sulla respinta Cassetti non riesce ad approfittarne. Proprio l'ex-leccese si infortuna alla spalla qualche minuto più tardi, venendo così sostituito da Tonetto.
Insistono i giallorossi, con l'ex doriano appena entrato che mette dentro un bel cross su cui però Taddei si attarda troppo venendo così chiuso in calcio d'angolo. Sul corner seguente Juan colpisce bene di testa, ma la palla viene bloccata dall'estremo difensore avversario. Gioca bene ora il team di Spalletti, ma rimane sempre troppo poco determinato sotto porta, dove forse si sente la mancanza di un killer dell'area di rigore: ancora Juan, al 69', manca di un niente l'approccio con il pallone.
Proprio nel momento migliore romanista (entra anche Giuly per Pizarro), arriva la ferale punizione: al 71' Heargraves crossa al centro, irrompe Tevez che di testa realizza il gol-vittoria e della sicura qualificazione. Gli inglesi chiudono definitivamente il conto alla prima vera occasione della ripresa, punendo forse troppo severamente una squadra che aveva comunque destato buona impressione.
Nei minuti finali l'assalto romanista per cercare quantomeno il gol della bandiera si rivela infruttifero, con i padroni di casa che anzi rischiano addirittura il raddoppio con Park a cinque minuti dal termine: nello stadio ormai risuonano forti solo i cori dei tifosi giallorossi, accorsi in duemila per vedere l'ennesima eliminazione dei propri beniamini ad opera dello United, ma questa volta, almeno, con l'onore salvo. Finisce infatti 1-0, come nel girone di qualificazione: ma questa volta la sconfitta non è propriamente indolore, visto che sancisce ufficialmente l'uscita di scena dei giallorossi dalla manifestazione più importante; rimane solo il campionato cui aggrapparsi, in un'altra rimonta impossibile con l'Inter, ma che a questo punto vale proprio la pena di tentare.