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Quanto sei bella

by SpiderMax last modified 25/05/2008 02:26

All'Olimpico la Roma conquista la nona Coppa Italia della sua storia battendo l'Inter in una finale spettacolare: gol di Mexes, raddoppio di Perrotta, poi tanta sofferenza dopo il bolide vincente di Pelè, ma il risultato non cambia più. I campioni siamo noi, ed il tricolore conquistato appena una settimana fa dai nerazzurri pare già sbiadito. Grazie ragazzi, grazie Spalletti, grazie Rosella!

L'ultimo atto. Dopo lo scudetto assegnato al fotofinish, rimane soltanto da stabilire chi alzerà il secondo trofeo nazionale, quella Coppa Italia che già decora le maglie di Vucinic e compagni dato il trionfo del 2007. Immediata possibilità di riscatto dopo la delusione di Domenica per i giallorossi, passerella d'onore per gli interisti invece neo-campioni d'Italia: gli ingredienti per una gran serata di calcio ci sono proprio tutti, compresa la presenza del Presidente della Repubblica e l'esecuzione dell'inno nazionale prima del calcio d'inizio.

Per l'ultima gara prima dello sciogliete le righe Spalletti mette dentro l'undici migliore possibile: in porta Doni, mentre in difesa Cassetti viene preferito a Cicinho e Juan a Panucci, con Mexes e Tonetto confermati rispetto a Catania; De Rossi e Pizarro in mezzo con l'inedito trio sulla trequarti composto da Aquilani, Perrotta e Giuly.

Partono fortissimo i calciatori di casa, che già al primo minuto rimediano una buona occasione con Aquilani fermato per fuorigioco, così come per lo stesso motivo viene stoppato successivamente Suazo dinnanzi a Doni. Pressione alta dei giallorossi, che impongono subito alla gara ritmi altissimi, mentre gli ospiti si mostrano più sornioni.

Molta frenesia in campo, con vari errori da una parte e dall'altra: al 12' Stankovic prova la botta centrale dopo azione di calcio d'angolo, ma senza mettere paura al portiere romanista; Giuly al 15' tenta la replica, ma il suo tiro finisce alto. Grande occasione subito dopo invece per Perrotta ben imbeccato da Vucinic: conclusione a botta sicura ribattuta da Cristian Chivu. Dall'altra parte Vieira al 20' mette alto di testa: partita vera, con entrambe le squadre vogliose di vincere.

Grande l'azione di Maxwell al 23': fuga e destro potente messo in angolo da Doni, sottolineato dal botto della bomba carta lanciata in campo dai tifosi interisti, anche questa sera presenti in gran massa nonostante i disordini di Parma. Vucinic intanto non arriva per un nonnulla a deviare il cross di Cassetti: un vero peccato, dopo l'esibizione di un'ottima manovra corale. Peccato ancora al 30', quando il sinistro dai 13 metri di Perrotta finisce tra le braccia di Toldo, che successivamente osserva impassibile il tiro appena fuori di Cassetti. La Roma riprende quota dopo qualche minuto di sbandamento, ed i nerazzurri soffrono tantissimo.

Tanta costanza trova infine il giusto premio: al 35' Mexes sorprende tutta la difesa interista sul corner di Pizarro, colpendo magnificamente di destro un pallone che si insacca alle spalle del portiere interista, per l'esplosione di gioia dell'Olimpico giallorosso dopo il giusto vantaggio romanista. Non paga per il gol appena realizzato, la squadra di casa continua ad attaccare non lesinando le proprie energie, e contribuendo così a tenere lontani dalla propria porta gli attaccanti avversari, potendo chiudere così il primo tempo con il punteggio favorevole di uno a zero.

Nella ripresa subito dentro Pelè per Stankovic tra i nerazzurri, mentre Spalletti conferma l'undici iniziale. Perrotta scalda subito i guanti a Toldo, rendendosi protagonista anche con un colpo di testa (alto) da calcio d'angolo subito dopo. SuperSimo dimostra di essere in forma trovando al 53' il gol del raddoppio, costruito dopo uno splendido triangolo con Vucinic: 2 a 0, a dimostrazione della straripante condizione fisica e del dominio tattico della squadra romanista, con tutto uno stadio (o quasi) pronto ad esaltarsi ed a spellarsi le mani per i propri eroi della Domenica, ed a sbeffeggiare un Roberto Mancini apparso ancora una volta insofferente in panchina.

Proprio nel massimo periodo di pathos, una boccata d'ossigeno per l'Inter: incredibile tiro di Pelè al 60' dai venticinque metri che si insacca con Doni immobile; nerazzurri nuovamente in corsa, per una gara ancora tutta da seguire, con centinaia di bandiere che riemergono nel settore dei supporter della squadra meneghina. Anche perchè la squadra di Mancini ora ci crede davvero, come dimostra il clamoroso palo colto da Burdisso con un colpo di testa al 63'.

Roma frastornata, ed ecco dunque il cambio tra Giuly e Cicinho al 65' per rispondere alle velleità avversarie, mentre pochi minuti dopo si fa male proprio Perrotta, il cui posto viene preso da Brighi al 71'. Frequenti le interruzioni dell'arbitro adesso, per un nervosismo che monta minuto dopo minuto, come testimoniano i cartellini giali esibiti a Vucinic e Burdisso dopo uno scontro di gioco. Si difende la squadra di casa che può contare, negli ultimi minuti, sul supporto sempre caldo del proprio pubblico, mentre però l'Inter guadagna metri visibilmente.

Il tiro a lato di Aquilani al minuto ottantatre spezza il dominio territoriale nerazzurro, mentre i carmpi cominciano a farla da padrone tra i ventidue in campo, così come l'eccessiva vigoria degli interisti in alcuni interventi in mezzo al campo. Entra Crespo per Zanetti nel serrate finale, cui risponde un Panucci terzino al posto di Aquilani. Sei minuti di recupero, con Burdisso che al 91' manda fuori da buona posizione, regalando ulteriore pathos alla sfida. Non ne hanno quasi più i giallorossi, che però reggono in un modo o nell'altro di fronte alla messe di palloni scaraventati in avanti dagli avversari: i minuti scorrono tra mille e più emozioni, ma alla fine si arriva indenni al triplice fischio finale di Morganti. La Roma vince con merito la sua nona Coppa Italia, e Rosella Sensi viene portata in trionfo: tra cori, canti e grida pare netta la sensazione che questo potrebbe essere l'ultimo alloro della famiglia Sensi, ed alla gioia per il trofeo vinto si frappone un po' di commozione al ripensare dei tanti anni passati con questa famiglia, sempre con la Roma in fondo al cuore, e con una coccarda in più da stasera da mostrare orgogliosamente sul petto, mentre il pubblico canta convinto che i veri campioni siamo noi, alla faccia di ogni possibile classifica.


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