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Il campionato allo specchio

by Stargazer last modified 28/08/2007 19:37

La prima di campionato è dominata dallo stravolgimento mediatico che esalta a dismisura risultati normali ridimensionando la vera impresa della giornata. I valori emersi sul campo vengono ribaltati fuori: riparte il campionato della restaurazione.

Facciamo un gioco e immaginiamo i soliti marziani che, ignari di tutto, siano scesi sulla Terra per vedersi la domenica di campionato: uno invia telecamere nascoste su tutti i campi, mentre un altro - più pigro - decide di intercettare il segnale delle varie emittenti televisive. L'indomani il primo direbbe al secondo: "L'hai vista la Roma? Che potenza! Che impresa in casa di un Palermo molto forte!". L'altro probabilmente risponderebbe: "La Roma? Sì ha vinto, ma tanto ora vende Mancini al Lione, Aquilani va in panchina per far posto a Pizarro e quindi avrà un sacco di problemi di spogliatoio, e Totti è cattivo perché ha bistrattato la Nazionale. Invece la Juve e il Milan vanno davvero a gonfie vele e tutto fila liscio che è un piacere".

Basta aver visto un po' di "calcio parlato" e letto qualche giornale per avere un quadro completamente falsato della prima giornata di campionato. E con lo sciagurato anticipo al sabato di Juventus-Livorno ci siamo dovuti sorbire due giorni di incessante martellamento sul "ritorno della Juve" e su un risultato rotondo, certamente, ma viziato dal solito rigore regalato nel momento clou e tre delle cinque reti segnate a partita finita. La Juve inoltre giocava in casa contro un avversario reduce da un campionato non esaltante e in più provato da cessioni eccellenti come quella del bomber Lucarelli. Ma nessuna di queste considerazioni è stata fatta nel corso di ore e ore di chiacchiere vuote e senza senso di cui l'unico obiettivo palese era quello di pompare a dismisura i meriti e le possibilità della decrepita Vecchia Signora degli Inganni. Così come, visto il rotondo punteggio di 5-1, nessuno ha avuto da ridire su fantomatiche regole non scritte del calcio, rispetto per gli avversari, ecc.

Naturalmente, dopo il grande ritorno della Baldracca, non poteva mancare l'agiografia del Milan a reti unificate per aver espugnato il campo del neopromosso Genoa, steso a primo tempo scaduto dal solito rigore inventato dal solito Saccani. Sandro Piccinini nel pomeriggio, dopo aver dovuto prendere inevitabilmente atto della "svista" dell'arbitro (senza dubbio in buonafede, ci mancherebbe), ha commentato dall'alto della sua obiettività "Saccani ha sbagliato, ma glielo possiamo perdonare". E perché di grazia? Perché ha "sbagliato" per il Milan?

Poche parole e a bocca storta invece per la vera impresa della giornata, quella della Roma che espugna Palermo appena 7 giorni dopo aver violato il campo dell'Inter. Una prova di forza così evidente che solo la malafede e il servilismo dei giornalisti sportivi italiani poteva ignorare, preferendo parlare ancora una volta di Totti e della Nazionale, inventando di sana pianta cessioni di giocatori importanti, cercando di far nascere malumori nello spogliatoio. Mediaticamente abbiamo quindi due situazioni opposte: l'idillio in casa del rinato duopolio, tensioni in casa della scomoda rivale. Intanto il fatto tecnico, troppo imbarazzante, è scomparso.

Così come non può essere sfuggito lo strano calendario del campionato sfornato dall'alea e dal computer, un calendario così sbilanciato da sembrare scritto addirittura a mano. Mentre la neopromossa Juventus viene eletta per diritto divino testa di serie e il Milan, quarto la scorsa stagione, hanno una partenza soft, la Roma seconda forza del campionato scorso inizia sul campo del Palermo quinto classificato e per buona parte della stagione addirittura in lotta per lo scudetto. Ma non solo: fra la 4° e la 6° giornata, in appena 8 giorni dato il turno infrasettimanale, la Roma affronterà in sequenza Juventus, Fiorentina e Inter, cioè 3 fra le squadre più accreditate del campionato. E - ripetiamo  - con il turno infrasettimanale 3 partite cruciali e difficili in appena 8 giorni. La fortuna è cieca, la sfiga ci vede bene, ma meglio di tutti ci vede Matarrese e chi lo sostiene.

Per fortuna abbiamo una Roma fortissima, plasmata con pazienza da società e allenatore, sostenuta da giocatori forti e motivati e in virtù della quale non abbiamo paura di niente. Noi tifosi siamo consapevoli che la società ha fatto il massimo, l'allenatore e i giocatori faranno altrettanto e questo in un certo senso ci basta. In un campionato normale disputato in un paese normale ciò sarebbe sufficiente per avere in cuor nostro la certezza di vincere qualcosa d'importante. Trattandosi di campionato italiano invece sappiamo benissimo che tutto si complica, le carte in tavola vengono mischiate e i valori stravolti. Ci accontentiamo di lottare a testa alta, senza doping, senza arbitri compiacenti, senza campagne mediatiche a sostegno, armati soltanto del nostro gioco e dei nostri campioni, con la nostra correttezza e la nostra coscienza pulita: e anche così, in un calcio falsato, siamo sicuri che questa Roma può arrivare lontano.

Rassicurare il lettore

Posted by Pablo at 29/08/2007 16:54
Star, come direbbe Ciccio Pallino "Mi hai aperto".
In realtà penso che quello che muove certe considerazioni o certo modo di fare giornalismo, è solo quello di dare alla gente ciò che la gente desidera, o crede di desiderare.
Mi spiego: si presume che la maggioranza dei lettori e telespettatori sia juventino, è stata fornita persino la fantasiosa valutazione di 12 milioni di tifosi che, uniti agli 8 presunti milioni di tifosi milanisti, fanno la fantasmagorica e ineguagliabile cifra di 20 milioni. Naturalmente sono cifre tarocche, visto che a molti milioni di italiani il calcio non interessa per nulla, e a molti altri poco poco, giusto il tempo di una scorsa ai risultati o, appunto, un'occhiata alla DS o chi per essa.
Comunque sia, si presume che al lettore medio, che deve essere rassicurato sempre, interessi sapere della juve e del milan, e in seconda battuta dell'inter (il che corrisponde, casualmente, anche alla forza mediatica dei proprietari delle citate squadre). Ecco quindi l'ingigantire un risultato come quello della Juve, di per sè non solo poco significativo, ma quasi allarmante per chi sappia leggere fra le righe di una partita di calcio (e se il colpo di testa di Rossini fosse finito dentro?), il sopravvolare sul rigore concesso al Milan ( che avrebbe vinto lo stesso, naturalmente, ma se quel rigore fosse stato dato alla Roma?), tutto perché si vuole che, almeno nel calcio, il lettore sia tranquillizzato, e vada a nanna conscio del fatto che il suo stipendio se lo ciuccia l'inflazione, il mercato dei mutui è impazzito, la terra si sta surriscaldando, la "guerra al terrorismo" è tutt'altro che vinta ma, alla fine, la juve ed il Milan sono sempre le più forti.
Tutto sommato, però, a noi cosa ce ne importa? Se il calcio è un gioco fatto per divertirsi, noi ci stiamo divertendo.
E poi non sono le pagine dei giornali a decidere chi vince, ma quello che succede in campo.

Non solo rassicurare

Posted by Stargazer at 30/08/2007 17:24
La tua ipotesi sarebbe corretta se non fosse che l'opera mediatica può creare disturbo o innalzare una barriera di protezione. Se fosse solo per "rassicurare" come dici tu, basterebbe "parlare bene" di Milan, Inter e Juventus: ci sarebbe bisogno di "rassicurare" sul fatto che nella Roma ci siano tensioni continue e non va mai bene niente?

Se da un lato i media "rassicurano" la gran parte dei tifosi, dall'altro innalzano continuamente una barriera protettiva nei confronti di queste 3 società, mentre arrecano continuamente disturbo alla Roma e alle altre società eventualmente antagostiste.

Io mi sto divertendo moltissimo, ma in questo articolo cercavo di mettere in evidenza questa tendenza.

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