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I bamboccioni

by Stargazer last modified 05/11/2007 16:37

Questa Roma non ne vuole sapere di crescere e diventare grande. In vantaggio di due gol si fa rimontare anche dall'Empoli. L'Inter supera indenne la sua giornata più complicata, mentre la Fiorentina diventa seconda.

Giuly esultaEMPOLI - "Il ciclo di ferro è finito", "il calendario ora è in discesa"... erano questi i ritornelli nel dopo derby. Che qualcuno abbia finito per crederci? Io non credo proprio. Forse è vero il contrario: la Roma ha sentito troppo la responsabilità di dover vincere assolutamente una partita "facile". Perché questa squadra non è affatto troppo sicura di sé come dice qualcuno, ma purtroppo non ha abbastanza fiducia in sé stessa. E così nella domenica in cui Vucinic s'inceppa, Doni guarda la palla entrare in rete, Spalletti sbaglia i cambi ci sta anche di vedersi raggiungere nonostante il doppio vantaggio da una squadra come l'Empoli che sì, in Serie A ci può stare, ma non è impossibile da battere. Ma andiamo con ordine.

Nel primo tempo la Roma attacca sotto la curva dove sono assiepati i tifosi della Roma giunti da ogni parte della Toscana e dove è presente una mini-delegazione dell'Impero: l'Agente19 con un amico romanista e il sottoscritto. C'è fiducia nell'aria, si spera che la Roma segni più gol possibile nel primo tempo, prima che le gesta dei giallorossi si spostino dalla parte opposta, dove si vede ben poco. E così è: la Roma è straripante, Mancini inedito capitano dà l'impressione di poter far male sulla fascia di competenza, ben assistito da Cassetti, mentre dalla parte opposta Cicinho e Giuly dialogano bene. Non c'è partita, la Roma preme e subito passa in vantaggio proprio con il piccolo francese e raddoppia su incornata di Brighi, servito da Mancini dopo un'azione capolavoro sulla fascia sinistra. La partita è saldamente in mani giallorosse e si attende fiduciosi il secondo tempo. E invece...

Nel secondo tempo l'Empoli prova a scuotersi e Doni rintuzza da par suo qualche tentativo dei padroni di casa. Nel frattempo Vucinic sbaglia di tutto di più dalla parte opposta. Comunque è tutto sotto controllo. Il peggio arriva quando Vannucchi, non contrastato da alcuno, fa partire una gran botta dalla trequarti che Doni guarda soltanto infilarsi alla sua destra. Qui servirebbe il carattere che la Roma non ha. Invece di continuare a giocare come se nulla fosse e magari uccidere la partita con un altro gol, i giallorossi sono terrorizzati e rinunciano del tutto a giocare, aspettando gli assalti all'arma bianca dell'Empoli e rompendo l'assedio solo con qualche lancione per Vucinic. Mirko ha comunque qualche palla buona per chiudere il match, ma non è in giornata. Spalletti non sa che pesci prendere e si attacca a ciò che ha funzionato nelle ultime uscite: stringere i denti negli ultimi 20'. Esce Giuly ed entra Tonetto, la Roma rincula sempre di più, finché il mister gioca anche la carta Mexes al posto di Mancini. Tutti in difesa: è il chiaro segnale della resa. Le gambe tremano, l'Empoli butta palle dentro a più non posso e Doni è costretto agli straordinari. In curva c'è nervosismo, il tempo non passa mai. Dai e dai l'Empoli guadagna l'ennesima punizione: è il 91', batte Giovinco, è gol nell'angolino impossibile. Triplice fischio e quarta rimonta subìta in campionato.

La Fiorentina passa avanti, regolando facilmente la Lazio nell'anticipo del sabato. In serata c'è l'Inter e il risultato è quello atteso alla vigilia: pareggio. Così la testa rimane a soli 3 punti. Tutto invariato dunque? Non proprio. E' L'Inter che limita i danni e non la Roma, che in gergo tennistico aveva in mano il "servizio".

E' una Roma che non cresce, e a questo punto credo che difficilmente crescerà, limitandosi ad essere una grande incompiuta. Ci sarebbe l'alibi delle assenze, ma non regge in una partita condotta fino allo 0-2 con enorme naturalezza. E' la testa che non va, non c'è carattere, non c'è fiducia nei propri mezzi. La soluzione non sta nel difendere l'esiguo vantaggio, quando piuttosto nell'evitare gol evitabili (come quello di Vannucchi) e nell'evenienza continuare a sciorinare il proprio gioco come se nulla fosse tenendo gli avversari lontani dalla zona pericolo e possibilmente chiudendo definitivamente la partita. La Roma non riesce a farlo: prende sempre gol, poi si blocca sotto porta. E chiudersi dietro, come si vede, non serve.

Non esistono partite facili

Posted by ygghur at 05/11/2007 13:53
Molto corretto evidenziare il fatto che questa squadra lungi dall'essere troppo sicura di sé e addirittura supponente, mascheri invece con la baldanza dei momenti migliori, quelle fragilitá che esistono da anni e che neanche la cura Spalletti e le vittorie in coppa hanno saputo curare. Mi preme anche sottolineare il famigerato ma verissimo luogo comune che nel campionato italiano non esistono partite facili e che l'avversario va rispettato, non é che si possa aspettare che ci dicano grazie prego, basta un calo fisico o di concentrazione ed anche l'avversario piú timido se perde a casa 2-0 quantomeno ci prova no?

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