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Le bugie dell'almanacco

by Stargazer last modified 18/03/2008 14:44

Una vittoria da grande squadra per tante ragioni, in mezzo ad una striscia di partite difficilissime e decisive. Eppure la miglior squadra d'Italia fatica a figurare su un almanacco contraffatto.

Questa con il Milan è stata una grandissima vittoria per varie ragioni. Innanzitutto il Milan, checché se ne dica, è una squadra potenzialmente devastante e non si è campioni d'Europa e del mondo per caso. Per il Milan poi questa era la partita della svolta nell'unica competizione rimasta. Ho visto la partita in compagnia di un amico milanista (lo stesso con cui ho visto la partita d'andata...), il quale alla fine del primo tempo mi faceva notare come fosse la miglior partita del Milan quest'anno. Un Seedorf così non l'aveva ancora visto, così come una squadra così corta, compatta e costruttiva.

Dall'altra parte una Roma impegnata da tempo in un tour de force non di poco conto: Juventus, Fiorentina, Inter, Real Madrid, Napoli... e con alle porte un derby e un'altra sfida epica con il Man Utd. Non esiste una squadra che può affrontare una raffica così sempre a livelli di eccellenza, non è fisiologicamente possibile.

E allora ecco che il Milan prende il controllo del gioco per tutto il primo tempo, senza peraltro creare tutti questi pericoli. Nel secondo tempo i rossoneri fanno l'errore decisivo: passare in vantaggio. Sono convinto che senza questo shock la partita sarebbe finita 0-0. Il gol milanista è arrivato alla prima vera occasione, alla quale ne sono seguite altre 3-4 davvero incredibili. Si è confermato ancora un grande portiere: Doni. Secondo errore del Milan: non aver chiuso la partita. La Roma con la forza dei nervi è stata costretta a reagire, senza produrre granché, ma quanto meno ha iniziato ad esercitare una pressione. E una volta ancora la rosa della Roma e la capacità del mister di leggere la partita hanno fatto la differenza. Il gol di Giuly è stato casuale, ma da quel momento la Roma ha preso nettamente il sopravvento. Non s'è accontentata dello scampato pericolo, ma ha chiaramente cercato di vincere. Non è mentalità vincente questa? E dopo il sorpasso di Vucinic (gol difficile al di là delle apparenze) poteva addirittura arrotondare il risultato.

Ricapitolando: alla Roma sono bastati 10 minuti per regolare i campioni d'Europa e del mondo in carica nella loro miglior partita stagionale. In una serie ravvicinata e incredibile che ha visto i nostri battere la quarta forza del campionato, vincere (sul campo) a casa dei campioni-d'Italia-ad-ogni-costo, battere una leggenda del calcio come il Real Madrid in casa e in trasferta, vincere a Napoli una settimana dopo che l'Inter ci aveva perso nettamente. Certo, con quel pizzico di fortuna indispensabile per arrivare lontano... C'è chi ogni tanto ha fortuna, c'è chi è costretto a dosi massicce di doping arbitrale. La differenza è chiara.

C'è solo una cosa che non mi va giù: è un'ingiustizia clamorosa che la squadra complessivamente più forte d'Italia, per qualità di gioco e per tecnica, finisca un'altra stagione straordinaria non vincendo niente o al massimo una (pur sempre apprezzabile) coppa nazionale. Non c'è niente di più falso dell'almanacco del calcio italiano.


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