Peccato capitale
Contro l'ultima in classifica la Roma non va oltre un incredibile pareggio: Vucinic apre i contri ad inizio ripresa, Diamanti li chiude a pochi minuti dal termine facendo svanire i residui sogni tricolore. Totti si infortuna ed esce, stagione finita anche per lui
Ancora una chance. Con il Livorno in casa ed il (quasi) contemporaneo impegno esterno dell'Inter a Torino, i giallorossi ripongono ancora qualche speranza scudetto, ma ovviamente sono chiamati a battere i labronici ultimi in classifica ed in disperata ricerca di punti-salvezza.
Spalletti recupera Vucinic all'ultimo minuto e lo butta subito dentro, con Juan che affianca Mexes in mezzo all'area. Pizarro con De Rossi, mentre affianco al montenegrino giostrano Perrotta e Taddei, subito dietro al capitano.
Partenza a razzo per i padroni di casa, che guadagnano corner su corner nella ricerca edl subitaneo vantaggio. Il primo tiro in porta è però dell'ex Tavano, che vola in contropiede prima di concludere fuori, sul primo palo. Al 9' risponde Totti con una punizione potente che sfiora il montante alla destra di Amelia.
L'atteggiamento ultradifensivo degli ospiti, tutti chiusi nella loro area e scarsamente applicati nella metàcampo offensiva, non favorisce di certo lo spettacolo: al 23' la Roma torna a farsi sentire sottoporta, con un cross di Tonetto che scavalca anche il portiere prima di trovare l'infelice deviazione di un Taddei incapace di sfruttare la porta vuota.
Impossibilitata ad usare gli schemi abituali, la squadra di Spalletti si affida spesso alle verticalizzazioni che comunque non sfaldano comunque le barricate di Camolese. Al 35' Totti ci prova dal limite con una gran botta deviata in angolo da Amelia: nell'occasione il capitano si fa male ed è costretto ad uscire, lasciando il campo a Mancini. Dall'angolo scaturisce la migliore occasione romanista: Juan stacca di testa e batte il portiere, ma un difensore respinge il pallone sulla linea.
Dopo un clamoroso rigore non visto nell'area livornese, all'ultimo minuto del primo tempo bel taglio di Vucinic visto da Taddei, ma il montenegrino non riesce a trovare la deviazione vincente; il numero nove replica al termine dei tre minuti di recupero, non riuscendo ancora a trovare la porta da buona posizione: si chiude così sullo zero a zero.
Ripresa, e si accendono i riflettori: al 52' grande azione avviata e conclusa da De Rossi con un colpo che si alza di un nulla rispetto alla traversa. Roma vicinissima al vantaggio, che per fortuna trova subito dopo: verticalizzazione fulminea di Pizarro con Vucinic bravo nel trovare la traiettoria giusta, di testa, per battere finalmente Amelia.
Sopra di uno, i giallorossi paiono sbloccarsi cercando anche il gol della sicurezza: al 60' ci prova Pizarro da posizione defilata, trovando però la pronta risposta dell'estremo avversario. Il Livorno, intanto, neanche ci prova, continuando a difendere anche lo svantaggio, che rimane striminzito anche dopo la chance fallita da Perrotta al 69'.
Partita sotto controllo, anche se al 73' - dopo una irresistibile progressione di Vucinic - Taddei non inquadra la porta rimasta sguarnita, ed un minuto dopo Cicinho coglie solo l'esterno della rete. A dodici minuti dal termine entra Panucci per Tonetto, con la squadra di casa sempre proiettata a chiudere la partita e gli avversari raramente impegnati nella ricerca del pari.
Ma, come un fulmine a ciel sereno, arriva a sorpresa proprio il gol del Livorno: punizione dai venticinque metri di Diamante e palla che si insacca con Doni che forse non vede neanche partire il pallone. A pochi minuti dal termine gli ospiti sfruttano una delle pochissime occasioni trovando miracolosamente il punto che forse potrebbe chiudere definitivamente la corsa scudetto.
Logicamente la Roma si riversa nuovamente in avanti: De Rossi ci prova da lontano, Amelia para. Entra anche Giuly per Taddei, mentre l'arbitro ordina quattro minuti di recupero. Che non bastano, perchè Amelia decide di miracoleggiare prima sul colpo di Daniele, e quindi, proprio all'ultimo respiro, su quello di Vucinic che avrebbe liberato Mancini solo davanti alla porta: la lacrime del centrocampista di Ostia, al triplice fischio di Orsato, la dicono lunga sulle recriminazioni romaniste, che forse oggi trovano il capolinea di una stagione comunque brillante. E con il capitano fuori fino al termine dal campionato, si può quasi affermare che termina qui la rincorsa tricolore.
Fotografia della stagione
Contro il Livorno il tabellino dice 20 tiri in porta contro 5 degli ospiti (che nemmeno mi ricordo). In pratica 7-8 occasioni gol fallite, mentre gli ospiti hanno capitalizzato l'unica vera occasione. E lo scrivo mentre sto guardando l'Inter che con un tiro in porta su calcio d'angolo in tutta la partita col Torino ha vinto lo scudetto.