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Non abbiamo Culio

by SpiderMax last modified 17/09/2008 03:22

Crisi su tutti i fronti: in Champions' League i rumeni del Cluj passano facilmente all'Olimpico, ribaltando l'illusorio vantaggio di Panucci con una doppietta del loro attaccante argentino. Strada in salita per l'Europa

Si può risollevare questa Roma dalla crisi che la sta investendo in questo inizio di stagione 2008/9? Questo l'interrogativo che tifosi ed addetti ai lavori si chiedono, nell'attesa dell'importante match inaugurale di Champions' League contro i rumeni del Cluj. Tutte le partite sono importanti, ma il modo in cui la squadra di Spalletti ha iniziato il proprio cammino rende la gara un vero e proprio test per valutare l'attuale situazione.
Stadio semivuoto, eccezion fatta per una Curva Sud sempre piena come al solito: mentre risuonano le note del famoso inno della Uefa, si notano anche gli sporadici tifosi ospiti, valutabili in un centinaio di unità nel relativo settore. E si scopre una formazione molto rimaneggiata in casa romanista: la difesa è già con gli uomini contati, e si arriva a far giocare due terzini (Panucci e Cassetti) come centrali con il supporto di Riise e Cicinho ai loro lati. Scartato Pizarro, Aquilani fa coppia con De Rossi a centrocampo, mentre Tonetto supporta il lato offensivo composto da Baptista, Taddei e Vucinic.
Si parte, e sembra di assistere alla replica della partita di Palermo: Roma grintosa e concentrata nei primi minuti, anche se un Cluj che appare modesto cerca di chiudere al massimo gli spazi. All'ottavo Vucinic spara sul portiere, mentre al 14' ed al 15' la punta macedone arriva vicino al gol cogliendo anche un palo nella seconda occasione.
E' il preludio del gol: De Rossi è bravo a rubare palla ed a crossare un perfetto pallone sul quale il più lesto di tutti è Panucci, pronto a realizzare il punto del vantaggio con un gran colpo di testa in anticipo sul portiere avversario. Tutto pare in discesa, visto che i romeni non danno l'impressione di far male più di tanto: ci provano spesso dalla distanza, ma senza grandi risultati.
Al 28', però, la partita cambia: triangolazione tra Trica e Culio, con tiro dal limite dell'argentino che non lascia scampo a Doni: uno ad uno e si rivedono i fantasmi, anche perchè adesso la Roma sembra tornata quella già "ammirata" in terra di Sicilia. Idee poche, lucidità ancora minore, ma soprattutto una tenuta fisica che lascia parecchio a desiderare.
Tanto che gli ospiti si fanno coraggio e creano un paio di occasioni prima che l'arbitro possa fischiare la fine del primo tempo.
La ripresa parte già segnata: dopo 2' Panucci chiede il cambio per il mal di schiena (dentro Loria), e subito dopo - complice una corta respinta di Cassetti - il Cluj si porta addirittura in vantaggio con un gran gol ancora di Culio. Nello stadio subentra il gelo, anche se il subitaneo ingresso di Totti (per un sempre più avulso Riise) riscalda un po' gli animi dei pochi presenti sugli spalti, sempre però pronti ad incitare la squadra anche in questo momento così negativo.
Ma neanche l'ingresso del Capitano (non ancora in perfetta forma) muta le cose: la Roma è sempre meno squadra, troppo lunghi i reparti, troppi gli errori di misura e di precisione. E' lo stesso Francesco ad arrivare vicino al pari al 54' con un colpo di testa deviato in angolo dal portiere, ma rimane netta la sensazione che questa squadra soffra un'involuzione assoluta, frutto di una preparazione atletica assolutamente deficitaria e di tanti piccoli e grandi errori.
Il Cluj, venuto a Roma per svolgere il compitino, gioca la sua ordinaria partita, senza strafare, mettendo così in evidenza tutti gli attuali limiti della squadra capitolina. Al 65' ci prova De Rossi con un destro dei suoi, ma il pallone lambisce soltanto il palo prima di spegnersi mestamente sul fondo; cinque minuti dopo gli ospiti rischiano anche di chiudere la gara con il neo entrato Sixto Peralta (ex meteora interista) che coglie il palo a portiere battuto.
Rimarrebbero più di venti minuti da giocare, ma le gambe non corrono più e la testa è sempre meno lucida: entra anche Montella (al posto di Taddei) per la più classica delle mosse della disperazione, che produce pochissimo nell'affollata area rumena. L'entusiasmo si spegne anche in Curva, dove anche i cori vengono lanciati con meno convinzione, dove le mani battono con meno vigoria, dove le stesse facce avvilite dei tifosi più accaniti paiono spegnersi minuto dopo minuto.
Qualche batti e ribatti in area, un paio di incursioni di Vucinic senza sbocco e poco altro: al Cluj quasi non pare vero di potere mettere così facilmente sotto i vice-campioni d'Italia sul loro campo, ma basta un minimo di organizzazione e di pragmatismo per poter così portare via i tre punti via da un Olimpico sempre più mesto.
Il vento freddo torna a regalare brividi, mentre i fischi si propagano senza soluzione di continuità: questa Roma è sempre più l'ombra di se stessa, intrappolata nella ricerca della soluzione al suo male oscuro. Mentre, intanto, la Champions' League pare quasi decisa, se si continua di questo passo.

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