E grande hai da resta'
Dopo un'estenuante maratona condotta sino ai calci di rigore, la Roma di Spalletti esce dalla massima competizione europea per via degli errori di Vucinic e Tonetto, dopo che Juan aveva pareggiato i conti ad inizio gara. Fallita la Champions', fuori dalla Coppa Italia, lontanissimi dalla lotta-scudetto, ai giallorossi rimane soltanto l'aggancio del quarto posto per dare un senso a questa stagione, e per evitare un pesante ridimensionamento nella prossima
Visto come era arrivata la squadra a questa partita, poi, si può parlare di una vera e propria impresa l'essere giunti a pochissimi metri dai quarti di finale: l'Arsenal aveva i suoi infortunati storici come Adebayor e Fabregas, ma poteva contare sul ritorno di Teo Walcott. A Trigoria, invece, l'infermeria era affollatissima: indisponibili Cassetti, Cicinho, Mexes e Perrotta, mentre Doni, Tonetto, Juan, Aquilani, Pizarro e Totti venivano recuperati in extremis con pochissimi allenamenti sulle gambe. Alla fine la formazione messa in campo da Luciano Spalletti è più che dignitosa, con Diamoutene che affianca Juan in mezzo alla difesa, Pizarro con Brighi a centrocampo, Tonetto sulla fascia sinistra e Totti-Vucinic in avanti.
E le cose si erano subito messe bene, con il gol dello stesso Juan al 9': cross di Totti dalla sinistra, difesa inglese ferma ed il brasiliano pronto a colpire come un rapace d'area di rigore. Rapace cui però si spezzano le ali pochi minuti più tardi, dovendo chiedere il cambio a Julio Baptista per i soliti problemi muscolari: con la Bestia in campo cambia l'assetto, Tonetto torna in difesa e Riise si piazza nell'inedito ruolo di centrale difensivo, che ricoprirà perfettamente e con grande spirito per tutto l'arco della partita. Già, perchè l'Arsenal, una volta sotto, si fa vedere di più in avanti, ma tutto quello che raccoglie nel primo tempo è un flebile colpo di testa di Van Persie bloccato da Doni: sia il norvegese che Diamoutene svolgono un ottimo lavoro senza troppi fronzoli; non saranno eleganti quanto Mexes e Juan, ma in questa serata c'è poco spazio per i complimenti. Dall'altra parte, c'è più lavoro per Almunia, chiamato in causa nella stessa azione prima da Motta e quindi da Taddei con un diagonale velenosissimo: la Roma fa tutto quel che può con quel che ha a disposizione, ed in tal senso esemplare è la prova del proprio Capitano, che distilla pezzi di classe pure nonostante un tutore che gli fascia la coscia destra. Ci sarebbe addirittura lo spazio per un calcio di rigore per i giallorossi, ma Mejuto Gonzales non si lascia impressionare dalla caduta di Motta lanciato a rete e lascia correre tra le proteste di un Olimpico imbufalito.
Nella ripresa cambia assai poco nella gestione dell'incontro: Arsenal in avanti alla ricerca del pari, e giallorossi concentratissimi nel difendere l'esiguo vantaggio non disdegnando - di tanto in tanto - qualche sortita offensiva. Totti ci prova due volte da fuori senza fortuna, ma sono gli ospiti adesso ad avere le occasioni migliori, con un tiro da Van Persie che sfila sul fondo di pochissimo ed il colpo di testa di Nasri di poco alto sulla traversa. Il forcing degli ospiti non trova i risultati sperati neanche con l'ingresso del temibile Walcott, ed anzi è la squadra di casa ad avere all'ottantesimo il pallone buono per chiudere il discorso qualificazione: Totti vede bene Baptista libero a centro area, ma il brasiliano calcia incredibilmente a lato - confemando così di essere in una serata decisamente no - da ottima posizione. Di riffa e di raffa, si arriva così ai supplementari: i giallorossi resistono fieramente agli attacchi avversari e John Arne Riise stupisce tutti con una prova decisamente autoritaria in mezzo all'area di rigore, mentre comunque tutto il resto della squadra si segnala per umiltà e dedizione alla causa.
Nei 30 minuti aggiuntivi poco o nulla accade in fatto di occasioni da gol: l'Arsenal tiene di più il pallino del gioco, mentre la Roma dà sempre più l'impressione, con il passare dei minuti, di voler arrivare a giocarsi tutto ai calci di rigore. Entrano anche Aquilani e Montella, quest'ultimo proprio quando lo spauracchio dei tiri dal dischetto è ad un passo dal concretizzarsi. La lotteria pare iniziare bene, con Eduardo che si fa parare il rigore da Doni, ma subito dopo Vucinic pareggia le sorti della sfida con un'esecrabile esecuzione del proprio penalty. Da lì in poi non sbaglia più nessuno: si arriva così all'ottavo tentativo, con Diaby che realizza con un flebile tiro centrale e Tonetto che invece chiude ogni luce sparacchiando oltre la traversa il suo pallone. Gli ospiti esultano così per la soffertissima qualificazione, mentre per la Roma più che la forza dell'Arsenal hanno potuto problemi contingenti, come i numerosi infortuni e la squalifica di un pezzo da 90 del calibro di Daniele De Rossi; le lacrime di Totti, al termine della gara, sono le stesse di ogni tifoso cui rimane poco da gioire in questa stralunata stagione, che poteva trovare forse una degna rivalsa in Champions' League. Fuori dall'Europa, dalla Coppa Italia e dal giro scudetto, ora rimane soltanto l'obiettivo quarto posto per non rendere pesante la situazione: un'eventuale mancato accesso ai tabelloni della più importante manifestazione continentale equivarrebbe ad un deciso ridimensionamento della squadra, che fa dell'autosostentamento il proprio virtuoso motto in questi tempi di crisi globale. Ma con questi ragazzi riscoperti in una serata comunque storica ed importante, dove oltre al sudore ed al fiato si è potuto ammirare un gran cuore e tanta forza di volontà in ognuno di essi, niente è precluso, e l'obiettivo quarto posto pare quantomeno alla portata del team allenato da Luciano Spalletti. D'ora in avanti, tutti uniti sotto la stessa bandiera: forza Roma ora e sempre, per continuare a veder le stelle!