Ora è proprio crisi
Senza idee, senza condizione fisica e con un solo punto in due partite di campionato: la Roma è ufficialmente in crisi. I tre problemi della squadra giallorossa.
La Roma di Spalletti ci ha abituati a qualche improvviso black-out, tipo quello di Siena nella scorsa stagione. Si era sempre trattato però di episodi sporadici, prontamente riscattati la partita successiva. Il black-out in questo avvio di stagione ha invece i connotati della sistematicità, vuoi perché Napoli e Palermo non sono avversari impossibili, vuoi perché la condizione fisica dopo 15 giorni appare peggiorata anziché migliorata, vuoi perché i nuovi arrivi faticano oltre le previsioni ad inserirsi nei movimenti di squadra. Per provare a capirci qualcosa facciamo un passo indietro.
Che Spalletti non sia pienamente soddisfatto della campagna acquisti adesso appare più di una semplice sensazione. Dopo la partenza di 3 esterni d'attacco come Mancini, Giuly ed Esposito l'uomo di Certaldo si aspettava probabilmente di sostituirli numericamente e qualitativamente. I grandi obiettivi - per quanto letto tutta l'estate - erano Mutu e Malouda, esterni ideali per il gioco della Roma e mai approdati dalle parti di Trigoria. Sono arrivati invece Julio Baptista e Menez. Il brasiliano era stato in un primo momento bocciato pubblicamente dal mister, che ad acquisto perfezionato fece poi marcia indietro; del francesino invece ne parla sempre come del "ragazzino", segno evidente che pur con tutta la stima non lo consideri ancora un giocatore pronto. Ecco quindi il primo problema: uno spartito senza interpreti. E' evidente l'imbarazzo nel trovare una collocazione tattica a Baptista, gran giocatore che però esterno non è, un corpo estraneo in un gioco non fatto per lui. Così come è evidente - e non da ieri - il nervosismo di Spalletti. Cosa gli rode? Con chi ce l'ha?
Il secondo problema più grosso è la condizione fisica inaccettabile e su questo mister Spalletti sembra più colpevole. Sarebbe folle essere al 100% in questo momento, ma almeno 60 minuti nelle gambe dovrebbero esserci. Non è invece accettabile che dopo 3 gare ufficiali e con un impegno europeo molto delicato alle porte la squadra abbia soltanto 15 minuti di autonomia. Questo va bene nelle amichevoli di agosto, non a stagione iniziata. Per fortuna questo è un problema destinato a risolversi nel prosieguo, ma il rischio concreto è di perdere nel frattempo irreparabilmente terreno.
Per fare un'analisi completa non possiamo però dimenticare alcune attenuanti concrete. La Roma è già pesantemente in credito nel bilancio della fortuna. Dai rigori di S.Siro la sfortuna non ha più abbandonato i giallorossi e le numerose defezioni (ieri, tra prima e durante, mancavano Totti, Juan, Mexes, Perrotta, Vucinic e De Rossi) sono il terzo grande problema. I 15 giorni di sosta del campionato potevano risultare preziosissimi per ritrovare gioco e condizione. Invece le nazionali hanno prima svuotato il centro di Trigoria e poi restituito i giocatori a pezzi. Quanto avrebbero fatto comodo questi giorni a Spalletti per addestrare Baptista, Menez e il troppo timido Riise, e per migliorare la tenuta atletica!
La sintesi di tutto questo è presto fatta. La campagna acquisti è stata forse una delle migliori per qualità di giocatori presi, ma assai deficitaria per le esigenze tattiche dell'allenatore e questo equivoco strutturale non potrà non influire sulla stagione. E' innegabile però la qualità complessiva della squadra ed è indispensabile che l'allenatore ritrovi al più presto la serenità perduta e trovi gli adeguati correttivi tattici. Sono sicuro che questa squadra tornerà quella a cui siamo abituati e anche di più. L'unica paura è che lo faccia a stagione già compromessa.