Più forti
Davanti ad un San Paolo gremito in ogni ordine di posto, i giallorossi disputano una gara perfetta sfruttando la confusione dei padroni di casa con le reti di Mexes e Juan. Vucinic chiude in avvio di ripresa: il Genoa è solo a 3 punti
Derby del Sud da quartieri alti, come ai tempi di Maradona: Napoli sogna la Champions', e la sfida contro la Roma suona come una sorta di spareggio per l'ingresso nell'Europa che conta. Manca un intero girone di ritorno, ma gli animi sono talmente caldi che lo stadio è pieno in ogni ordine di posto: 60mila tifosi (tutti rigorosamente napoletani, visto il divieto alla trasferta per i supporter giallorossi) sono pronti ad assistere ad una delle partite più calde della stagione.
Proprio la squadra di Spalletti è stata l'ultima a violare il San Paolo, grazie alle reti di Perrotta e Totti, curiosamente entrambi assenti quest'oggi: il centrocampista è fermo per squalifica, mentre il Capitano, convocato ad un mese dallo stop di Catania, trova spazio in panchina. In campo si vede Cassetti al posto di Cicinho, mentre sulla mediana è Pizarro a far reparto con Taddei, Brighi e De Rossi. Ritorna anche Vucinic, che fa coppia con Julio Baptista in avanti.
Aggressiva la partenza dei padroni di casa, che al 6' fanno anche esplodere lo stadio per la rete di Zalayeta: l'arbitro Morganti prima convalida tra le vibranti proteste romaniste, per poi fare marcia indietro visto il clamoroso fallo di mano dell'attaccante urugaiano fortunatamente ravvisato dal guardalinee Romagnoli. Passata la paura per quella che sarebbe stata l'ennesima ingiustizia arbitrale, resta il fatto che l'arbitro si dimentichi poi di ammonire il numero 25 azzurro.
Spinto dall'entusiasmo, il Napoli attacca a spron battente, lasciando poco alle avanzate degli ospiti. Su una di queste, al 14', bene si inserisce Brighi sul cross di Taddei: il colpo ravvicinato di Matteo trova la respinta di Gianello. Ma il gelo cala appena tre minuti dopo nello stadio napoletano, quando un liberissimo (ed in leggerissima posizione di fuorigioco) Philippe Mexes incoccia bene il pallone spiovente di Pizarro sul secondo palo, realizzando il suo primo gol in campionato ma soprattutto la rete che porta avanti la Roma in questa gara molto combattuta.
De Rossi prova il bis, sempre di testa, al 21', ma questa volta la mira è imprecisa e la palla termina sul fondo: dopo i primi minuti di difficoltà si fanno sentire forte i giallorossi, con al fisicità di un ispirato Baptista che agevola di molto la manovra. I padroni di casa, invece, sono sempre a mille, ma sin troppo confusionari; Lavezzi salta avversari come birilli, ma trova sempre un muro a contrastarlo. La prima risposta concreta viene proprio dai piedi dell'argentino, che al 28' impegna severamente Doni su calcio di punizione.
Il momento di confusione partenopea viene sfruttato alla grande al 32', quando Mannini regala sciaguratamente un calcio d'angolo ai giallorossi; il corner di Pizarro trova lo splendido stacco di testa di Juan, che realizza il raddoppio nell'immobile difesa degli azzurri. Due a zero con due reti dei difensori centrali, e - una volta tanto - su due azioni a gioco fermo: Spalletti può ritenersi decisamente soddisfatto.
I capitolini giocano bene in questo frangente, sfiorando anche il terzo gol con Baptista al 40': ben lanciato da Vucinic, il brasiliano si divora una facile marcatura cercando di sorprendere Gianello sul primo palo. Gol mangiato, gol quasi subito: Zalayeta svetta di testa in mezzo all'area, ma Doni è attenta e blocca senza problemi. Pazienza ci prova dal limite, senza trovare la porta; il primo tempo si chiude così col meritato doppio vantaggio romanista.
Bogliacino per Pazienza ed Aquilani per Pizarro: con queste novità tornano in campo le due squadre, per un secondo tempo comunque tutto da vivere. L'infortunio del cileno è una vera e propria sfortuna, vista soprattutto la grande partita giocata dal "Peq" (due assist) nei primi quarantacinque. minuti. Ma Aquilani ci mette pochissimo a far rimpiangere il centrocampista sudamericano, rubando palla al limite dell'area al 49' al'indeciso Santacroce e servendo un ottimo pallone in profondità a Vucinic, letale poi a sorprendere il portiere iin uscita. Tre a zero senza troppi complimenti, con Spalletti che evita di esultare per andare a strigliare qualcuno dei suoi giocatori.
Il Napoli prova a riprendersi: al 58' grande acrobazia volante di Zalayeta, Doni vola a mettere il pallone in corner. Taddei sfiora il poker subito dopo, ma Gianello è bravo e fortunato a deviare il pallone sul palo e quindi sul fondo. Al 66' entra Denis per Zalayeta, tra i fischi del pubblico che evidentemente si sente frustrato dalla prova di grandissima attenzione fornita dalla Roma. Al 69' dentro anche Menez per Vucinic, tra i reiterati fischi degli astanti: il francese entra subito nella gara, effettuando dribbling e magie che fanno impazzire i difensori di casa.
I giallorossi hanno il match in pugno, e giocano con grandissima tranquillità; ad un quarto d'ora dal termine il demotivato Napoli non mette più paura, e Denis non trova la porta al minuto ottanta su una delle pochissime occasioni lasciate ai partenopei. Entrano quasi in contemporanea Montervino (per Blasi) e Perrotta (per Taddei), mentre intanto comincia a cadere una leggera pioggerellina sugli ultimi minuto di una gara già ampiamente decisa: Menez si inventa un assist clamoroso per Baptista, ma la Bestia - sottoporta in versione addomesticata - fallisce malamente il quarto gol. Sfiora il gol anche Aquilani, ma nessuno si dispera: dopo solo un minuto di recupero l'arbitro fischia la fine, lanciando la Roma, definitivamente, alla caccia del Genoa e del quarto posto.