Due zampate
Una Roma non bella soffre ma vince anche contro il Palermo: a segno Totti e Brighi, il quarto posto è ad un solo punto
Due squadre in buona salute ed a ridosso della zona Champions'. Si presentano così Roma e Palermo stasera all'Olimpico, per una partita che potrebbe avvicinare ancor di più i giallorossi a quel quarto posto attualmente occupato dal Genoa.
Rientra Francesco Totti ed è tutto un tripudio alla lettura del suo nome all'annuncio delle formazioni; non è, questa, l'unica novità della serata rispetto alla bella vittoria di Napoli: in difesa torna Cicinho al posto di Cassetti, mentre a metàcampo Perrotta ed Aquilani sostituiscono Pizarro e Taddei. Assente Julio Baptista, l'attacco è composto dal sovracitato numero 10 con Vucinic.
Ed è proprio Francesco a scaldare subito i guantoni di Amelia al 3' con un destro centrale che testimonia come la squadra di Spalletti sia scesa in campo sin da subito propositiva e con buona verve; il Palermo, tuttavia, non sta a guardare, e si rende pericoloso in contropiede al 9', con un tiro di Simplicio di poco alto.
Al 14' sembra davvero fatta per il primo gol di Riise in giallorosso, ma la tremenda botta del norvegese a portiere praticamente battuto viene miracolosamente deviata in angolo da Migliaccio; sul corner susseguente, nè Vucinic nè De Rossi riescono ad imprimere alla palla la giusta traiettoria per terminare in rete: è la Roma a comandare le operazioni, costantemente in proiezione offensiva. Al 17' ottima occasione per Brighi su estemporaneo assist di Vucinic, ma il centrocampista - tutto solo davanti al portiere - si fa ipnotizzare da Amelia non riuscendo neanche a tirare.
Ma l'esultanza è solo rimandata di pochi minuti: al 23' è proprio il rientrante Capitano a sbloccare il risultato, con un destro al volo su cross di Cicinho che viene nettamente deviato dal piede di Carrozzieri, andando quindi a morire in fondo alla rete per il giusto vantaggio romanista. Vantaggio che dura poco, pochissimo: al 31' Perrotta perde banalmente parla sulla trequarti difensiva a tutto vantaggio di Simplicio, bravo poi a lanciare nello spazio Cavani che con un tocco letale spiazza Doni realizzando il punto del repentino pareggio.
Forse troppo sbilanciati in avanti, i padroni di casa si fanno raggiungere, consentendo così al Palermo di acquisire fiducia nei propri mezzi per poter così riproporsi con maggior frequenza in avanti; viceversa, la manovra giallorossa diventa sempre più spezzettata, negando spazio allo spettacolo ed alle occasioni: al 38' Perrotta arriva in ritardo sull'invito volante di Mirko Vucinic.
Al 41' esce Migliaccio, infortunato, per far posto a Guana: i minuti scorrono tra infortuni e tanti errori, e si perde la speranza che i capitolini possano tornare avanti prima della fine del corposo (3') recupero. Ed invece ecco ancora lui, il Capitano che al 46' illumina nuovamente la scena con un cross teso e preciso cui basta solo la spinta da parte della testa di Matteo Brighi (fino a quel momento, invero, abbastanza sotto tono) per vedere il secondo gol e l'Olimpico di nuovo in festa. Il primo tempo si chiude così su di un insperato 2-1.
Dall'insperato 2-1 al quasi possibile 2-2 in avvio di ripresa, con Simplicio e Bresciano che fanno il loro comodo nel mezzo della pasticciona difesa romanista: Doni si ritrova il pallone tra i guanti senza neanche sapere come. Bresciano si ripete al 49' con un tiro dal limite, questa volta l'estremo romanista blocca senza problemi: ma troppi sono gli errori in fase di palleggio, ed oltretutto i rosanero se la giocano eccome, questa partita.
Dentro quindi Pizarro per Perrotta al 54', per un centrocampo più quadrato che possa frenare degli avversari che hanno creato, sinora, fin troppi grattacapi. Dopo un'ora di gioco Ballardini si gioca anche la carta Mchedlidze, centravanti georgiano che andrà ad affiancare l'uruguaiano Cavani, mentre la sua squadra continua imperterrita a spingere. Con la Roma a soffrire.
Al 66' è proprio il neo-entrato a creare fortissimi brividi alla tifoseria romanista, con un colpo di testa che sbatte sulla traversa a Doni battuto: il Palermo meritebbe indubbiamente il pari, vista anche una Roma assoluta brutta copia di Napoli e decisamente troppo propensa agli errori. Come quando al 69', in uno dei rari break offensivi giallorossi, è Vucinic a divorarsi letteralmente il terzo gol con un colpo di testa a porta praticamente vuota che scatena le dannazioni dell'Olimpico.
Per fortuna sono anche gli ospiti a sbagliare, con Guana che subito dopo non approfitta dell'ennesima dormita difensiva e mette fuori da buona posizione. Dentro anche Taddei per un Aquilani più fumo che arrosto, ma si continua a soffrire: Simplicio non arriva di un niente alla deviazione vincente dopo la sponda di Carrozzieri.
Splendida l'azione in coast-to-coast di De Rossi al 77', che fa alzare gli spettatori infreddoliti dai loro posti a sedere; imbeccato dal Capitano, Daniele scarta financo il portiere, per poi concludere l'azione con un'inspiegabile cross per Vucinic intercettato dalla difesa avversaria: peccato.
A sei minuti dal termine applausi per Francesco Totti, che viene sostituito da Cassetti: Spalletti si copre, lasciando il solo Vucinic in avanti; replica immediatamente Ballardini, che inserisce anche Succi, per un Palermo a tre punte. Tutto ancora da giocare, anche se il tempo viene spesso fermato per gli infortuni a catena dei calciatori in campo, tra cui proprio quel Cassetti da poco entrato che lascia i suoi in 10 per uno stiramento.
Quattro minuti di recupero di una sofferenza senza respiro: Vucinic è esemplare nel fare reparto da solo, mentre Doni si becca l'unica ammonizione del match. Il Palermo butta avanti palloni su palloni, ma in un modo o nell'altro si arriva finalmente al fischio finale di Pierpaoli: con affanno estremo, la squadra di Spalletti porta a casa i tre punti più sofferti della stagione.