Punti persi
Su di un campo ai limiti della praticabilità, la Roma va sotto con il rigore di Corradi, ma rimedia e ribalta la situazione con una grande doppietta di Pizarro. Un maldestro intervento di Loria rovina la festa: ora il quarto posto è distante 3 punti
Un'occasione troppo ghiotta. L'incredibile sconfitta casalinga della Juventus contro il Cagliari nell'anticipo traccia un futuro molto più roseo per la Roma di Spalletti, che con un successo contro la Reggina vedrebbe il secondo posto a sole quattro lunghezze.
Acquazzone al Granillo che lascia conseguenze su di un campo pesantissimo, su cui appare davvero difficile poter giocare a pallone. Ai problemi climatici si aggiungono quelli di spogliatoio, tanto è vero che la rosa a disposizione del tecnico appare quantomeno risicata per l'impegno contro gli amaranto.
Alle già note indisposizioni di Totti, Riise, Perrotta, Montella, Cassetti, Baptista e del recalcitrante Panucci, si aggiunge poco prima che si scenda in campo anche quella di Mirko Vucinic, risvegliatosi febricitante; attacco dunque da inventare per Spalletti, con Menez che affiancherà dunque l'unica punta di ruolo rimasta disponibile, vale a dire Stefano Okaka. In difesa torna Tonetto dopo due mesi di assenza, mentre a Pizarro spetta il compito di dare palloni validi agli uomini d'attacco. In panchina va anche il neo-acquisto Diamoutene, appena giunto a Trigoria.
Nella Reggina torna il tecnico Orlandi dopo l'esonero di Pillon, dati i non esaltanti risultati recenti. L'ultima in classifica contro la squadra più in forma degli ultimi tre mesi, per un match che si annuncerebbe impari se non fosse per le numerose assenze in seno all'organico romanista e per un campo che, di fatto, annulla le differenze tecniche.
Difatti la prima vera occasione è proprio per i padroni di casa, al 3': Corradi tira a colpo sicuro, ma Barillà si rivela difensore aggiunto respingendo una conclusione che probabilmente sarebbe finita in porta. La Roma si vede al 14', quando Mexes viene anticipato all'ultimo istante da Valdez, di testa, proprio dinnanzi allo specchio. Ma è davvero difficile giocare ed anche tirare in porta, come si può notare al 16', quando nessun giallorosso riesce a concludere dentro l'area, o come capita subito dopo a Barreto, che scarta anche Juan prima di recapitare a Doni una vera e propria busta d'acqua.
Barillà prova l'acrobazia al 22', per fortuna Cicinho chiude bene mandando la sfera in calcio d'angolo; qualche istante dopo è bravo Di Gennaro a dribblare due uomini in area, prima di farsi chiudere da Doni ancora una volta in corner: la Reggina prova a sfruttare la situazione, anche se dopo mezz'ora sono davvero pochi gli spunti su cui si possa raccontare qualcosa, senza contare che nel frattempo è anche ricominciato a piovere.
Al 33', invece, ce ne sarebbero pure troppe da dire all'indirizzo di Stefano Okaka, che, dopo un'azione imperiosa in cui riesce a scartare anche il portiere, è capace di divorarsi il gol del vantaggio tirando addosso al difensore appostato sulla linea. Disperazione sulla panchina romanista. Al 38' ci prova Taddei di testa, ma il pallone termina alto sulla traversa. Dall'altra parte è ancora Di Gennaro ad avere un'occasione favorevole, ma inspiegabilmente il centrocampista cincischia favorendo il ritorno della difesa.
La maggiore insistenza offensiva degli amaranto viene infine premiata al 41': Corradi viene atterrato da Mexes in area, per Rosetti è calcio di rigore. Che l'ex laziale trasforma con un destro centrale. Roma sotto al Granillo, ma per fortuna lo svantaggio dura poco, appena il tempo per vedere alzata la lavagna luminosa del guardalinee indicante l'unico minuto di recupero. Pizarro azzarda la conclusione da fuori area, con il pallone che si alza per insaccarsi proprio sotto l'incrocio difeso da Campagnolo: grandissimo gol che consente di rimettere tutto a posto prima che si possa andare al giusto riposo, al riparo dalla pioggia battente.
Giocare più semplice, senza troppi ghirigori che oltretutto il campo non consente di effettuare: dev'essere questo l'imperativo della Roma per la ripresa, se si vogliono portare a casa i tre punti. Bella combinazione tra Taddei ed Okaka al 48', con Campagnolo che esce e sventa all'ultimo la minaccia: giocata semplice e quasi fruttuosa, contrariamente ai fraseggi ed ai colpi di tacco finora "ammirati". Così come positiva appare l'azione che porta in posizione di pericolo Brighi al 50', peccato solo che il centrocampista sbagli tutto al momento dell'appoggio.
Di Gennaro porta ancora scompiglio nell'area romanista, con i tifosi di casa che chiedono a gran voce per ben due volte il calcio di rigore per interventi al limite da parte di Taddei e Mexes. Penalty che invece ottiene la Roma al 56', quando Cirillo atterra Okaka: dal dischetto Pizarro si fa parare il tiro da Campagnolo, ma è proprio il Peq a ribadire in rete il pallone nella porta ormai sguarnita; risultato ora ribaltato.
Dopo 65 minuti esce Menez, sfortunatamente mai entrato in partita, per Alberto Aquilani. Dall'altra parte se ne va Di Gennaro (che aveva creato non pochi problemi) per l'attaccante serbo Rakic. Ma la notizia vera è che, dopo tanta pioggia, esce ora un timido sole sullo stadio calabrese. Al 70' ancora buona occasione per Okaka, ma stavolta è bravo e fortunato Campagnolo a parare la conclusione da pochi passi dell'attaccante, mentre un minuto dopo Aquilani prova un numero dei suoi prima di rovinare mestamente in terra al momento della conclusione. La Roma gioca bene, in crescendo, lasciando poco alle sfuriate reggine.
A dodici minuti dal termine dentro anche Loria per Taddei, con il prevedibile avanzamento di Cicinho in avanti. Cambio che si rivela essere decisamente controproducente: su uno dei tanti palloni messi in area dai padroni di casa, disastroso è il rinvio proprio di Loria, che stoppa bene il pallone per Cozza, bravo a non farsi sfuggire l'occasione realizzando così il gol del pareggio.
Quattro minuti di recupero, con la Roma che prova disperatamente a riportarsi avanti: ma prima Mexes e poi De Rossi mancano di un nulla la deviazione vincente, lasciando così la propria squadra attaccata al palo nella rincorsa che porterebbe alla Champions' League. Con il Genoa che vince, sono ora 3 i punti di distacco dal quarto posto.