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Sempre le solite storie

by SpiderMax last modified 02/03/2009 03:14

A San Siro la Roma sfodera un primo tempo di livello assoluto e si porta sul doppio vantaggio grazie a De Rossi e Riise. Nella ripresa Balotelli accorcia, Brighi mette dentro il tris, prima dell'ennesimo "rigorino" per i nerazzurri che, di fatto, muta la partita. I giallorossi si chiudono e Crespo li punisce per il definitivo 3-3, ma ogni volta che si va a Milano succede sempre qualcosa di strano

Un match che in altri tempi sarebbe valso per la lotta scudetto, ma che in questo momento della stagione pare più che altro un impegno ingombrante. Inter-Roma capita tra le due sfide di Champions' contro l'Arsenal, dove si decide buona parte del futuro giallorosso. Ma è anche attraverso il campionato che il destino degli uomini di mister Spalletti si deve compiere, soprattutto in una giornata come questa, nella quale le concorrenti dirette Fiorentina e Genoa sono bloccate sul pari, mentre il Milan (a cinque punti di distanza) perde contro la Sampdoria.

In fondo, non c'è nulla da perdere contro un'Inter che viaggia a vele spiegate verso l'ennesimo titolo, ma che in caso di passo falso vedrebbe ripiombare la Juventus ad appena sei punti. Partita di intensa importanza, dove il mister di Certaldo ri-accoglie a braccia non si sa quanto aperte il figliol prodigo Panucci, che invoca tardivamente perdono nei suoi confronti da parte del tecnico. Christian scende in campo dopo oltre un mese di stop, ed affiancherà Mexes al centro della difesa. A destra il confermatissimo Motta, a sinistra Riise, mentre il centrocampo vede i soliti De Rossi, Brighi e Taddei. Suspence per le sorti di Pizarro e Totti, in forse fino all'ultimo secondo: il cileno gioca, mentre il capitano - viste anche le condizioni atmosferiche - preferisce accomodarsi in panchina. In attacco, dunque, Vucinic e Baptista.

E' proprio il sostituto del numero dieci a creare il primo pericolo, con una bella punizione al 2' ben alzata da Julio Cesar in angolo. In questi primi istanti di gioco è da notare un inedito tattico, con Brighi che gioca qualche metro più avanti, proprio dietro le due punte nominali: è proprio l'ex-clivense ad avere una ghiotta opportunità al 6', ma il suo colpo al volo a seguito dell'incursione di Vucinic fa solo la barba al palo. Roma decisamente meglio degli storici rivali, che non riescono ancora a trovare una fluida manovra.

Solo al 14' si può assistere ad un'offensiva efficace dei nerazzurri, con il triangolo in area tra Santon e Maxwell chiuso dal terzino brasiliano con un tocco che termina sul fondo. Un minuto dopo la punizione di De Rossi che non trova impreparato il portiere interista, mentre al 19' Doni replica al connazionale con una parata sul colpo di testa di Cambiasso. Al 22' cambia il punteggio, ed è proprio la Roma a portarsi in vantaggio: splendida l'azione sulla fascia di Marco Motta, che calibra un cross al bacio sul quale si avventa come un falco De Rossi capace di insaccare con il piccolo aiuto del palo; ospiti meritatamente sopra dopo una frazione di gioco disputata con grande autorità e coraggio.

E' una squadra meravigliosa, assolutamente bella da vedere. E che trova addirittura il raddoppio al 30': Riise controlla di testa un pallone lanciatogli in profondità, ed infila da posizione impossibile Julio Cesar facendogli passare il pallone tra le gambe, per il primo gol del norvegese in maglia romanista. Ospiti da urlo, che dispongono come meglio credono di avversari incredibilmente inconcludenti: al 33' splendido lancio di Taddei per Vucinic, e solo un miracolo recupero di Burdisso evita la terza marcatura per il montenegrino altrimenti lanciatissimo a rete.

Adriano colpisce di testa, ma non vede assolutamente la porta: i padroni di casa giocano clamorosamente sotto ritmo, dando pochissimi problemi alla retroguardia romanista; la prima frazione si chiude così su di un giusto 2-0, con i tifosi capitolini che intanto si chiedono perchè non si è provato a giocare così anche in quel di Londra.

Logico pensare a qualche cambio da parte di Mourinho nella ripresa: ecco quindi Figo al posto di Maxwell e Vieira per Burdisso, con Cambiasso che passa al ruolo di difensore centrale. E l'Inter trova subito il gol che riaccende la speranza, al 49'; Adriano aggancia un pallone in area e serve il liberissimo Balotelli, che batte senza troppi complimenti Doni. Inizio peggiore non poteva esserci, con i padroni di casa che attaccano a tamburo battente alla ricerca del pari. Tanta solerzia si rivela controproducente al 58', quando Vieira perde banalmente palla a centrocampo, innescando un feroce contropiede romanista con protagonisti Vucinic, Baptista e Brighi: proprio quest'ultimo si inserisce alla perfezione realizzando con un diagonale angolatissimo il punto del tre a uno.

Partita chiusa? Macchè. Giusto cinque minuti dopo arriva il classico episodio discutibile a favore dell'Inter, una vera costante nelle sfide contro i nerazzurri: Balotelli rovina in area tra Motta e De Rossi, e l'arbitro concede un rigore quantomeno generoso: dal dischetto "Super Mario" non sbaglia, riaprendo così nuovamente la sfida tra le polemiche romaniste, all'ennesimo torto subito in questa sciagurata stagione. Vuoi per questo, vuoi per mancanza di attributi, gli uomini di Spalletti prendono pericolosamente a rinculare a protezione dei propri sedici metri, lasciando così il bandolo della matassa nelle mani dell'undici di casa.

Al 66' Vucinic avrebbe la palla per riportare avanti i suoi, ma il colpo di testa da distanza ravvicinata appare poco convinto, cosicchè Julio Cesar può parare senza problemi. La pressione interista aumenta con il passare dei minuti, senza però trovare risultati concreti. Al 76' si riaffaccia in campo Menez che entra in campo proprio al posto dell'attaccante montenegrino, autore di una prova di forza e sacrificio. Nell'Inter entra lo spauracchio Crespo per Stankovic, e l'ex laziale, alla prima palla giocata rimette in equilibrio le sorti dell'incontro: è il 79', quando Figo mette in mezzo un cross deviato di testa dall'argentino, che non segnava un gol da quasi un anno.

Colpita ed affondata, la Roma prima rischia di perdere il controllo della situazione, ma poi, rinfrancata dal gioco espresso e da una migliore condizione fisica, prova di nuovo a sopravanzare gli avversari, punita da un risultato che non rende merito a quanto visto sul terreno di gioco: prima è la punizione di Riise ad essere deviata in corner dal portiere nerazzurro, poi è De Rossi - completamente solo - a ciccare una facile occasione dinnanzi all'estremo difensore, ed infine è Menez - dopo una serie di incredibili dribbiling - a fallire il punto del 3-4 sparando addosso all'onnipresente Julio Cesar. Nel complesso la squadra capitolina mette sotto i suoi avversari, ma non c'è verso alcuno di segnare il gol di una meritata vittoria: si torna così a casa con un pareggio rocambolesco che, di fatto, lascia strada aperta per la Champions', ma che fa aumentare al contempo i rimpianti per una stagione condannata da troppe storture e dalla poca convinzione degli uomini in giallorosso.


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