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Niente da fare

by SpiderMax last modified 21/03/2009 23:26

Contro la Juventus va tutto secondo le più fosche previsioni: una formazione rabberciata oltre ogni limite viene stesa senza appello dalla quaterna infilata da Iaquinta (doppietta), Mellberg e Nedved. Per i giallorossi a poco serve il provvisorio pareggio di Loria: il quarto posto si fa sempre più difficile

Ai minimi termini. La Roma arriva all'ennesimo appuntamento cruciale della stagione con la rosa letteralmente falcidiata da infortuni e squalifiche, cosa ancor più grave se questa volta gli indisponibili sono ben 11 (di cui 4 squalificati: Motta, Pizarro, Diamoutene, De Rossi) e se l'avversario in questione è quella Juventus in piena corsa scudetto, seconda a sette punti dall'Inter ma in buono stato di forma.

Oggi arriva la Primavera in tutti i sensi: all'equinozio astrale corrisponde infatti la convocazione, da parte di Spalletti, di ben sei giovani della squadra baby; ed uno di questi, il brasilano Filipe (già ammirato contro il Siena), partirà dal primo minuto, di fianco a Brighi nella riproposizione di quel 4-2-3-1 che fino a qualche tempo fa aveva fatto le fortune della squadra giallorossa. In una serata di fredda coda invernale, si ritrova dal primo minuto anche quel Loria che, si spera, superi una volta per tutte i suoi problemi psicologici; in una squadra improvvisata com'è questa, poi, capita anche di vedere Tonetto sacrificarsi nell'ineditissimo ruolo di trequartista a destra, con Menez e Baptista sulla stessa linea, mentre Vucinic è l'unica punta.

Il grido dei cinquantamila dell'Olimpico è pronto a spronare i superstiti in maglia giallorossa, tutti insieme per lottare verso lo stesso obiettivo, contro tutte le avversità: battere i bianconeri sarà difficile, ma non impossibile. Ed i primi minuti di gioco scorrono con i padroni di casa attenti e concentrati, che cercano di mettere subito pressione agli uomini di Ranieri, confortati dall'abbraccio del proprio pubblico; proprio Filipe è tra i più in vista, bravo a distribuire razionalmente palloni e soprattutto a non perderli, mentre la Juve resta molto sulle sue. Il primo quarto d'ora scorre senza occasioni di rilievo, eccezion fatta per una clamorosa topica della difesa bianconera che al 17' libera Riise al cross, con Tonetto che si fa ribattere la conclusione a botta sicura da due difensori.

Al 26' Vucinic prova un pallonetto dalla trequarti: la palla vola tra le braccia di Buffon, mentre il centravanti montenegrino si accascia a terra per un improvviso problema muscolare, scatenando le preoccupazioni degli astanti per l'ennesimo infortunio patito da un calciatore romanista; per fortuna Mirko si rialza e prosegue la partita. Il ritmo della gara è buono, ma vi è veramente poco da annotare in questa prima mezz'ora: gli ospiti potrebbero ma sembrano non volere, mentre opposto è il problema dei padroni di casa.

Ed alla prima palla buona la Juventus passa: contropiede micidiale al 33', con Iaquinta che infine supera Loria nell'uno contro uno ed infila in rete con un diagonale che non lascia scampo a Doni; colpita a freddo, la Roma prova a riorganizzarsi e Menez tenta un destro dall'interno dell'area di rigore che si perde sul fondo, mentre alti si levano i cori dei supporter in incitamento alla propria squadra.

Vucinic prova un bel destro al volo al 38', ma ottiene solo un corner: si fatica terribilmente a fare gioco, e non potrebbe essere altrimenti vista l'assenza di degni interpreti del gioco giallorosso. Gli avversari invece finiscono il tempo in crescendo, cercando più volte la conclusione (sempre ribattuta) con Del Piero e Giovinco. Il primo tempo si chiude, logicamente, con il vantaggio bianconero.

Ma i capitolini non ci stanno: aprono la ripresa con grande veemenza, pressando e conquistando calci d'angolo; e su uno di questi, al 48', arriva il sospirato pareggio, per opera proprio di uno degli uomini più criticati in questa stagione: è difatti Loria a trovare lo spazio giusto in mischia per colpire di sinistro ed infilare la palla alle spalle di Buffon. Gioia incontenibile per l'ex senese, che si riscatta così almeno parzialmente per un annata non certo brillante.

L'entusiasmo recuperato si perde però dopo pochi minuti: al 54' cross dalla destra "corretto" da Riise, palla che si impenna ed arriva dritta dritta sulla testa di Iaquinta, che realizza così la sua doppietta ed il nuovo vantaggio bianconero. Tanta fortuna, però, in questo caso.

Dall'altra parte, fortunatamente, non si molla: già un minuto dopo ci sarebbe l'occasione per recuperare, ma sul corner deviato da Mexes respinge Chiellini quasi sulla linea di porta. La Roma forza, ma rischia di capitolare al 60' quando Iaquinta si invola in contropiede e serve Del Piero che, con la porta ormai vuota, trova Riise a bloccargli la strada verso la gloria. A questo punto Spalletti cambia tutto, immettendo Montella per Loria (applausi alla sua uscita dal campo) e riproponendo la difesa a tre con Riise, mentre in avanti Vucinic va a sinistra, Menez a destra e lo stesso Vincenzino al centro.

Ma tutto questo serve a poco. Al 68' Mellberg realizza il punto del tre a uno inzuccando splendidamente di testa da calcio d'angolo, vergando la parola fine sull'equilibrio del match. Anche perchè cinque minuti dopo arrotonda ulteriormente il risultato con una botta dal limite imparabile per il portiere romanista: 4 a 1 per la Juve, risultato che fa male in tutti i sensi, ma che forse (non in queste proporzioni, magari) era preventivabile alla vigilia, vista la condizione generale con cui si è arrivati a questo match.

Ad otto minuti dal termine fa il suo esordio il giovane D'Alessandro, che prende il posto di un fischiatissimo Menez. Volano intanto gli umilianti olè della curva juventina, mentre un motivo per sorridere lo regala proprio il neo-entrato, che sfiora subito il gol con una splendida giocata nell'area di rigore. Esordisce anche Stoian, mentre Vucinic si prende la sua dose di fischi. Finisce così: Roma umiliata ben più dei propri limiti, Juve in paradiso senza troppi sforzi. Alla prossima, con qualche presente in più, se possibile.


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