Per i capelli
Neanche contro un Catania dimesso si riesce a passare un pomeriggio di tranquillità: i giallorossi nell'impresa di farsi rimontare due gol e di compromettere definitivamente l'Europa, prima che Panucci nel recupero segni il gol del definitivo 4-3
Rabbia. C'è tanta rabbia, nell'aria, oggi pomeriggio all'Olimpico: più rabbia che presenze sugli spalti, disertati da un pubblico stanco di un'annata decisamente da non ricordare tra le migliori della storia romanista. Con l'Europa-B ancora in bilico a tre giornate dal termine, la squadra di Spalletti è chiamata quantomeno a battere in qualsiasi modo il Catania, quel Catania già salvo da diverse giornate e che per questo non pare di certo un avversario temibile per la pur disastrata difesa giallorossa.
Si parte tra i fischi, con la squadra come al solito più decisa in infermiera che non tra gli spogliatoi: Cassetti viene preferito a Motta a destra, mentre rientra Riise dalla squalifica e si accomoda a sinistra. Totti in avanti, davanti al trio composto quest'oggi da Brighi, Perrotta e Vucinic.
Sono proprio questi ultimi due a dar luogo, al 12', alla prima rete della giornata: Mirko fa bene a credere su di un lancio lungo da parte di De Rossi, per poi trovare con un perfetto cross la potente incornata di Simone. Uno a zero, ma non si fa neanche in tempo ad esultare che già gli ospiti riescono a pareggiare: taglio di Sciacca, velo di Morimoto e Giovanni Tedesco si ritrova incredibilmente solo davanti ad Artur, infine facilmente superato con un tocco sotto.
Fortunatamente, bastano appena sessanta secondi per trovare nuovamente il vantaggio: triangolazione al limite dell'area tra Perrotta e Vucinic, ed il centravanti montenegrino sfonda la rete con un potente sinistro che non lascia scampio a Cosicky. Quattro minuti di fuoco che donano almeno un po' d'entusiasmo tra un coro contro Rosella ed i fischi per qualche giocatore.
Lo stesso Vucinic avrebbe una bella occasione qualche minuto più tardi su lancio di Cassetti, ma - si sa - al numero 9 i goal facili non piacciono proprio. Dall'altra parte Martinez crea il panico nell'area di rigore, prima che Artur chiuda bene sull'uruguaiano e successivamente sulla botta a colpo sicuro di Sciacca.
Il tris arriva al 31': cross di Riise, Perrotta controlla e spara in porta, dove trova la decisiva deviazione di Terlizzi che spiazza il portiere e consente così al centrocampista di arrivare al quinto gol in campionato. A questo punto il Catania pare definitivamente domato, tant'è vero che gli uomini di Zenga non creano più pericoli fino allo scadere della prima frazione.
Si riparte per la ripresa, e la formazione ospite ritrova la grinta persa dopo aver ottenuto la matematica certezza di rimanere nella massima serie anche nella prossima stagione: complici anche un paio di cambi indovinati, i rossazzurri prima trovano la rete che riapre la gara al 46' con una bella punizione di Mascara (abbastanza comico Artur nell'occasione), per poi instaurare quasi un imbarazzante monologo per buona parte del secondo tempo.
Già Martinez potrebbe subito trovare il clamoroso pareggio pochi minuti dopo, mentre intanto i fischi si fanno sempre più intensi e rumorosi per quanto male gioca (o, meglio, non gioca) adesso la Roma. Solo un tiro dalla distanza di De Rossi da registrare sui taccuini, troppo poco per la squadra che appena un anno fa si disputava lo scudetto con l'Inter e che oggi tristemente arranca per un piazzamento Uefa.
Dai e ridai, il Catania perviene al prevedibilissimo pareggio al 72', quando lo stesso De Rossi perde banalmente palla a centrocampo facendo così scattare il contropiede rossazzurro, con Tedesco che pesca bene il solitario Morimoto: il giapponese supera la flebile resistenza del solito Artur e mette dentro la rete del 3-3, mentre i fischi ormai di tutto lo stadio fanno da appropriata colonna sonora all'evento.
Entrano in successione Taddei, Montella e Menez, proprio quando la barca sembra ormai affondare per via delle molteplici falle che mano a mano si aprono. La squadra di Zenga gioca talmente in scioltezza da far rabbia, arrivando addirittura a sfiorare il colpaccio ancora con Martinez: intollerabile vedere una squadra che ormai non ha più nulla da chiedere giocare con maggiore intensità rispetto a chi, invece, avrebbe supposte ambizioni europee.
Quando il pareggio comincia a stare anche stretto agli etnei, ecco il colpo di coda che salva per il momento la faccia e la situazione di classifica: al primo minuto di recupero Panucci azzecca il colpo di testa vincente su punizione di Pizarro che dona tre punti vitali ai giallorossi, ma che di certo non contribuisce ad evitare ancora la contestazione da parte di un pubblico che anche quest'oggi, nonostante i sette gol ammirati, non può certo dirsi soddisfatto della prova della propria squadra del cuore.